Cronaca

Inchiesta sistema scommesse illegali online: Vito e Francesco Martiradonna agli arresti domiciliari

La decisione è del Tribunale del Riesame. Padre e figlio sono ritenuti al vertice della presunta organizzazione che avrebbe avuto contatti con clan di altre zone del Sud

E' stata disposta, dal Tribunale del Riesame di Bari, la scarcerazione, con concessione degli arresti domiciliari, per Vito e Francesco Martiradonna, padre e figlio, presunti capi dell’organizzazione mafiosa con base logistica a Bari, ritenuti responsabili della creazione di un sistema transnazionale di scommesse non legali online. L'inchiesta della Dda aveva visto il blitz, lo scorso 14 novembre, con 22 persone complessivamente arrestate. Tra loro anche Tommy Parisi, figlio del boss Savinuccio, catturato due giorni dopo, accusato d'intestazione fittizia senza l'aggravante mafiosa, attualmente in carcere con un'istanza di scarcerazione al vaglio del gip.

Gli indagati, dinanzia ai giudici baresi del Tribunale della Libertà, hanno rinunciato ai motivi di ricorso relativi ai gravi indizi di colpevolezza, ottenendo l’attenuazione della misura cautelare, con parere favorevole della Procura. La Procura antimafia contesta a Vito Martiradonna (detto "l'Enèl", ex cassiere del clan Capriati di Bari) e ai suoi figli, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere con l’aggravante mafiosa, riciclaggio e autoriciclaggio, truffa e reati tributari, raccolta abusiva di scommesse, trasferimento fraudolento di valori e intestazione fittizia di beni. 

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