Il primo giorno della 'nuova' scuola, mamme e papà baresi tra fiducia e timori: "La normalità dopo mesi da incubo"

Mascherine, gel e termoscanner per ricominciare un anno scolastico segnato dal rispetto delle norme anti-covid. I genitori: "Le lezioni in presenza sono troppo importanti. I nostri figli sanno cosa possono e non devono fare"

Immagine di repertorio

Mascherine, gel, termoscanner, strisce per indicare i percorsi: il primo giorno di scuola di bimbi e ragazzi baresi è una festa ma anche un piccolo percorso di regole da seguire per evitare il contagio da coronavirus. La pandemia aveva impedito agli studenti di frequentare le lezioni in presenza fin da marzo, lasciando spazio alla didattica online. Da oggi, invece, la scuola riparte con una 'nuova normalità' per alunni, genitori, insegnati e personale scolastico. 

In Puglia, complici anche le elezioni regionali, si è cominciato più tardi (salvo qualche eccezione). La giornata clou di oggi è il vero banco di prova, non senza emozioni e organizzazioni da sperimentare. Mamme e papà hanno accompagnato i loro figli tra gioia, preoccupazione e voglia di riprendersi un bel pezzo di normalità. All'esterno di una scuola elementare del quartiere Carrassi di Bari i genitori parlano tra loro manifestando sollievo ma anche qualche ansia per l'avvio delle lezioni: "I nostri bambini - spiegano  - si sono ormai abituati a usare le mascherine. Hanno ricevuto tutte le istruzioni dalle maestre e sono entrati in maniera scaglionata. Sanno quello che possono e non devono fare. Speriamo davvero che non ci siano chiusure e che non si ritorni alla didattica online".

Lezioni online, in cucina, nella cameretta, un po' dove capitava: è questo il vero incubo dei genitori, preoccupati che i loro figli si disabituino all'apprendimento e ai ritmi 'normali' e consuetudinari dell'anno scolastico. Un pensiero condiviso da altri genitori all'esterno della scuola Media 'Laterza' e della Primaria 'De Amicis' di San Pasquale: "Non nascondiamo che per noi è stato anche un trauma, così come per i ragazzi. E' un po' un'incognita. L'auspicio è che i professori possano avere un po' di comprensione per gli alunni". Una mamma, in particolare, esprime al meglio questo concetto: "Mio figlio, l'anno scorso, ha seguito lezioni anche tramite youtube. Adesso mi auguro che, passato dalle Elementari alle Medie, non abbia sviluppato delle lacune. La didattica tradizionale è troppo importante".

In questa direzione va anche l'impegno enorme delle scuole per farsi trovare preparate alle riaperture di oggi. Aule da trovare, banchi nuovi e monoposto, spazi da ripensare per ricominciare tutti e in sicurezza: "Siamo davvero emozionati di rivedere i ragazzi. Abbiamo la fortuna - spiega Ester Gargano, rettrice del Convitto 'Domenico Cirillo' - di avere cinque ingressi diversi per suddividere gli alunni della Primaria, delle Medie e delle Superiori. Dal teatro sono state ricavate altre aule, così come ulteriori spazi saranno a disposizione nel seminterrato. Per nostra fortuna c'eravamo già dotati dei banchi monoposto. A fine ottobre arriveranno anche quelli a rotelle. Con le 350 sedute in più potremo consentire il rientro a scuola anche delle classi dei licei dalla seconda alla quarta, le uniche rimaste attualmente in didattica digitale, avendo consentito quella in presenza per tutte le elementari, le medie e le prime e quinte delle superiori". 

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E le mascherine? Al momento non sembrano scarseggiare, anzi: "Per il primo giorno - aggiunge Gargano - gli studenti sono entrati con quella personale. Da oggi saranno distribuite periodicamente". Lo stesso discorso vale per le altre scuole: l'accessorio simbolo di questo periodo di pandemia come 'chiave' per tenere aperto, si spera senza intoppi,  il presidio sociale e culturale più importante per i nostri giovani e le famiglie.

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