Venerdì, 6 Agosto 2021
Cronaca

La clinica lo dichiara morto, lui perde la pensione: ora chiede i danni

Il caso di un uomo cerignolano, ricoverato anni fa presso una clinica barese. Per uno scambio di date di nascita e un caso di omonimia i sanitari della struttura lo dichiarano morto. Ora chiede di essere risarcito

Per l'Inps e per il Servizio Sanitario nazionale risultava morto. Tanto da non poter più riscuotere la pensione e farsi prescrivere farmaci dal suo medico di base. Lui, invece, era vivo e vegeto e adesso chiede un risarcimento a chi, per un mero errore materiale, lo ha dichiarato morto al posto di un'altra persona.

E' il caso di un uomo cerignolano, Domenico C., raccontato ieri dall'edizione foggiana del Corriere del Mezzogiorno. Cinque anni fa, il signor Domenico viene ricoverato per alcuni giorni in una clinica di Bari. Negli stessi giorni, nella stessa clinica, si trova ricoverato un altro signore di Cerignola, omonimo del signor Domenico, che durante il ricovero muore. Ed è qui che nasce l'intoppo: perchè nel compilare la scheda Istat che attesta la morte, non si sa come, viene inserita la data di nascita sbagliata: e così anzichè dichiarare il decesso del suo omonimo, i sanitari, inserendo la data di nascita del signor Domenico, certificano la sua morte.

La scheda viene inviata al Comune di Bari, che a sua volta trasmette i dati al Comune di Cerignola. E così il signor Domenico, che nel frattempo esce dalla clinica e torna a casa vivo e vegeto, per lo Stato italiano è deceduto. Solo che lui ancora non lo sa. Lo scopre qualche tempo dopo, quando va alla posta per ritirare la pensione, e si sente rispondere che non può farlo, perchè è morto. Stessa storia dal medico di famiglia che non può prescrivergli i farmaci perchè risulta deceduto.

Così comincia la trafila burocratica del signor Domenico, per dimostrare che è ancora vivo e rimediare all'errore. Alla fine, dopo circa tre mesi, il 'malinteso' burocratico viene risolto e il signor Domenico ritorna ufficialmente 'vivo'.

Ora però, l'uomo ha deciso di chiedere un risarcimento per il "danno biologico" subìto in seguito a quell'episodio, che secondo il medico che ha compilato la perizia sarebbe non indifferente. Probabilmente la causa si farà il tribunale civile di Foggia, ma il legale del signor Domenico ha dovuto dare comunicazione della cosa sia al Comune di Cerignola che a quello di Bari e anche alla clinica. Il giudizio, infatti, - spiega il legale al Corriere del Mezzogiorno - dovrà essere instaurato contro il Comune di Cerignola, che però potrebbe rivalersi su Bari e sulla clinica. Gli uffici comunali baresi, dal canto loro, assicurano che il certificato Istat sarebbe stato compilato in modo errato dalla clinica, che a sua volta asserisce di aver inserito la data giusta. L'ultima parola sulla vicenda spetterà ora ai giudici.

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