Cronaca

Senza tetto in città, il Pronto Intervento Sociale: "Monitoraggio quotidiano delle emergenze"

Il Pis interviene sulla vicenda del clochard trovato morto in piazza Cesare Battisti: "A dicembre 130 interventi in favore di persone senza dimora. Circa 60 inviate verso i dormitori cittadini" di cui "solo circa 40" hanno accettato l'ospitalità

Il Pronto Intervento Sociale di Bari nel mese di dicembre, "ha operato 130 interventi in favore di persone senza dimora, circa 60 delle quali inviate verso i dormitori cittadini" di cui "solo circa 40 di queste persone hanno deciso di avvalersi di tale ospitalità" mentre "gli altri si sono invece dispersi sul territorio, dimostrando pertanto la propria intenzione di non usufruire dei servizi cittadini e di avvalersi di soluzioni alternative". In una nota, il Pis cittadino risponde alle osservazioni di Gianni Macina, presidente dell'associazione di volontariato In.Con.Tra, a seguito della morte di un clochard rinvenuto senza vita in piaza Cesare Battisti. Macina aveva affermato di "non ritenere sufficiente l'azione" del Pronto Intervento, chiedendo "azioni più incisive, cercando di convincere gli homeless ad accettare un aiuto, non fermandosi se affermano di voler restare lì dove sono". A stretto giro è arrivata la risposta del Pis: "Il servizio" si legge "non deve essere attivato per situazioni legate al bisogno urgente di cure e assistenza sanitaria, o per contenere comportamenti pericolosi per i quali sono previsti altri canali di intervento. La valutazione relativa alla capacità di intendere e di volere di una persona non è riconducibile alle competenze professionali di uno psicologo, trattandosi di una valutazione di carattere psichiatrico, pertanto attribuibile esclusivamente a professionisti con competenze di natura sanitaria". 

"Pur rispettando l'impatto emotivo che il drammatico evento occorso ha determinato su coloro che a titolo volontaristico operano in città - aggiunge il Pronto Intervento - preme sottolineare che per aiutare davvero le persone in difficoltà occorre intervenire con percorsi professionali e multidisciplinari in favore delle persone senza dimora presenti sul territorio comunale, onde evitare una esacerbazione delle problematiche o un ancor più grave dilagare di patologie sanitarie. Tra le altre cose è necessario ribadire l’importanza di garantire il trasporto in mezzi sanitari adeguati ed il ricovero in contesti medici di persone con problematiche a carattere infettivo, al fine di evitare la diffusione della stessa patologia. Questo è il motivo per cui il Pis opera sul territorio cittadino in stretto contatto con gli operatori del 118, gli unici titolati e attrezzati ad intervenire in casi estremi. Analogamente, il carattere di incompatibilità tra l'assunzione di alcol e la possibilità di essere ospitati presso i dormitori cittadini è essenziale al fine di tutelare l'incolumità degli altri ospiti e di scongiurare possibili incidenti, fermo restando che la presenza di problematiche alcol correlate richieda imprescindibilmente interventi di natura sanitaria". 

Nell'ottica di una collaborazione con la Polizia Ferroviaria, il Pis ha rilevato, nel 2016 la presenza di 10 utenti cronicizzati e stanziali nelle vicinanze della stazione "di cui 6 destinatari di nomina di Amministratore di sostegno, 2 in attesa di nomina di Amministratore di sostegno, 2 non più rintracciabili sul territorio cittadino". Il Pis conferma la disponibilità "a garantire un servizio di accompagnamento presso i dormitori cittadini, laddove la persona che intenda avvalersene presenti una limitazione delle capacità di deambulazione o altre problematiche tali da ostacolare l'autonomo raggiungimento del centro; per contro, anche al fine di promuovere e sostenere l'autonomia personale e di attivare le risorse personali dell'individuo, il raggiungimento dei dormitori in autonomia è invece sostenuto ed incoraggiato negli orari di operatività dei mezzi pubblici e laddove non si registrino problematiche invalidanti".

In base agli ultimi dati, il Pronto Intervento Sociale "opera da oltre 13 mesi un monitoraggio quotidiano rispetto alle accoglienze operate in città ed alle persone che quotidianamente scelgono di pernottare in strada, non avvalendosi della possibilità di trovare ospitalità presso i dormitori e centri di accoglienza della città; sulla base di tale rilevazione, la stima operata dal signor Macina rispetto alla presenza in città di oltre 500 persone non trova riscontro e, per contro, ad oggi si registra la disponibilità in città di circa 350 posti di accoglienza, dei quali solo 290 attualmente occupati. Tali rilevazioni trovano riscontro e risultano documentabili anche sulla base delle segnalazioni e richieste di accoglienza avanzate dal servizio professionale istituzionale del Comune di Bari e dei 5 Municipi della città".

A tal proposito, in queste ore sarà effettuata una rilevazione "accurata ed aggiornata rispetto al numero di persone che attualmente rifiutano il ricorso ai dormitori cittadini" e, da parte della Cooperativa Sociale Caps una raccolta del "numero di persone che attualmente non usufruiscono dei dormitori cittadini ed un monitoraggio dei luoghi in cui abitualmente queste persone trovano riparo. Il monitoraggio riguarderà le seguenti aree: Piazza Moro, Piazza Umberto, Piazza Cesare Battisti, Stazione Centrale di Bari, Estramurale Capruzzi, Largo Ciaia, Largo Giordano Bruno, Parco Perotti, Pane e Pomodoro, Piazza Garibaldi. Il monitoraggio sarà volto a rilevare il numero di persone vulnerabili presenti in città e a supportare l'amministrazione comunale nella definizione di iniziative ed interventi di tutela di coloro che attualmente scelgono di non avvalersi delle strutture di accoglienza della città".

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