Cronaca

Schiaffeggiò il figlio: rientra dalla Svezia il consigliere canosino

Ieri il processo a Stoccolma per Giovanni Colasante, l'uomo detenuto in Svezia per aver schiaffeggiato il figlio lo scorso 23 agosto. Giovedì il consigliere canosino tornerà a casa

Giovanni Colasante

Dopo aver preso parte al processo di ieri e in attesa della sentenza che arriverà entro una decina di giorni, Giovanni Colasante si appresta a tornare a casa. Il consigliere di Canosa che era stato arrestato a Stoccolma lo scorso 23 agosto per aver schiaffeggiato il figlio, ha riottenuto il passaporto, sequestratogli al momento dell'arresto dalla gendarmeria svedese, e giovedì sarà a Canosa. Durante il processo tenutosi ieri, hanno testimoniato tre persone a favore dell'accusa, nella fattispecie un cittadino libico e uno libanese residenti in Svezia e il poliziotto che era arrivato sul posto a raccogliere la denuncia dei due uomini. Colasante, invece, difeso dall'avvocato e amico Giovanni Patruno, ha visto testimoniare a suo favore la moglie e tre amici che in quel momento si trovavano assieme al consigliere canosino in vacanza. In attesa della sentenza del tribunale svedese, che potrebbe optare per una pecuniaria permettendo così il rientro definitivo in Italia di Colasante, queste le parole dell'avvocato Patruno: "Il mio assistito ha ribadito quanto riferito sin dall'inizio e cioè che non ha picchiato e maltrattato in alcun modo suo figlio. Lo ha solo avvicinato a sé per il bavero dopo che si era rifiutato di entrare in un ristorante per evitare che finisse per strada. Mi pare assurdo - ha continuato Patruno - il fatto che per il processo sono accorsi decine di giornalisti e troupe televisive".

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