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"Una targa per Francesco Capocasale": Bari ricorda il suo campione nel centenario dalla nascita

Cerimonia in Comune per commemorare lo storico calciatore dei galletti e della Juventus. Nel corso della sua lunga carriera ha anche allenato il sodalizio biancorosso

SI è svolta a Palazzo di Città, questa mattina, la cerimonia per il centenario della nascita di Francesco Capocasale, calciatore simbolo della storia del Bari e allenatore biancorosso. Talento nato nella Città Vecchia, centrocampista, è stato bandiera dei Galletti dal 1936 al 1939 prima di essere ceduto alla Juventus. prima di chiudere la carriera in campo col Bari, Capocasale ha militato anche nel Modena, nel Rutigliano e nell'Audace Taranto. Lunga anche la carriera da tecnico dei biancorossi ma anche di Sambenedettese, Anconitana, Catania, Taranto, Trani e Pescara. Il sindaco Decaro ha consegnato ai figli di Capocasale, Nicola, Mimmo e Paola, una tarda in ricordo del Bari

“Oggi - ha dichiarato il primo cittadino - celebriamo il centenario della nascita di un atleta, Francesco Capocasale, che insieme ad altre grandi personalità del calcio dei suoi tempi, come Faele Costantino, ha fatto grande il Bari. Ringrazio la commissione Sport del Comune che ci sta aiutando nel percorso di riscoperta dello spessore di queste personalità dello sport: di Capocasale, così come di altri giocatori di quel periodo, oggi vogliamo ricordare non solo l’impegno sportivo, ma la passione dell’uomo e i valori sani che contrassegnarono tutta la sua vita e la sua carriera, da calciatore e da allenatore, con la speranza che quei valori che un tempo animavano lo sport possano tornare ad essere l’anima della passione di tanti ragazzi che oggi si avvicinano alle varie discipline sportive. La targa commemorativa, che consegno con grande piacere ai familiari di Capocasale, non è quindi un semplice riconoscimento alla memoria di un grande uomo, ma un omaggio alla città intera”.

“Questo evento - ha spiegato il presidente della Commissione comunale Sport, Giuseppe Cascella - ricorda il 25 agosto 1916, la data di nascita di Capocasale, un uomo eccezionale, una vera bandiera del mondo calcistico barese, chiamato ‘Franceschino’ ma che poteva vantare innumerevoli altri soprannomi: ‘Paletta’ per la potenza del suo tiro o ‘l’invincibile’ perché non ha mai subito l’onta di una retrocessione della propria squadra. Con lui la squadra del Bari ha ottenuto i migliori piazzamenti di sempre durante le stagioni di fine degli anni ‘40. Concludo con una particolarità: Capocasale è stato uno dei pochissimi calciatori laureati. Un campione dello sport, quindi, ma anche un modello di riferimento per le successive generazioni”.

“Il mio ricordo più nitido di Capocasale - ha poi affermato il giornalista Gianni Antonucci, giornalista storico della squadra del Bari - è il debutto di questo straordinario calciatore nel campionato di serie A, quella fredda domenica del 3 gennaio 1937. Io ero un bambino e, intirizzito dal freddo, assistevo a quella partita. Il Bari non era capace di sbloccare il risultato contro l’Alessandria, ma nella ripresa l’ala sinistra, un giovanotto della Città Vecchia chiamato Franceschino, salta di testa più in alto di tutti e segna il gol vittoria, una rete strepitosa. L’entusiasmo sulle gradinate dello stadio era tale che caddi e mi procurai parecchie sbucciature alle ginocchia. Ma ero felice, davvero. Questa mattina, comunque, voglio ricordare anche un’altra gloria del Bari, Biagio Catalano, e ci piacerebbe intitolare i settori dello stadio San Nicola ai giocatori, ovviamente nati a Bari, che hanno fatto grande questa squadra”.

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