Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca Carbonara

Una corona di fiori per ricordare Gaetano Marchitelli. Don Ciotti: "Anche omertà e indifferenza uccidono"

A Carbonara la commemorazione del 15enne vittima innocente di mafia. Il presidente di Libera durante la funzione religiosa: "La giustizia ha bisogno anche del nostro contributo, il cambiamento ha bisogno di ciascuno di noi"

Don Ciotti rende omaggio alla

Quella sera del 2 ottobre 2003, Gaetano era come sempre al lavoro. Aveva 15 anni, Gaetano Marchitelli, di giorno studiava e la sera lavorava in una pizzeria di Carbonara per pagarsi gli studi. La vita di Gaetano, quella sera, fu tragicamente spezzata da un commando armato che sparò all'impazzata davanti al locale. L'obiettivo dei sicari era un altro, ma ad essere colpito fu Gaetano, vittima innocente di mafia. Oltre a lui, rimase ferito un altro ragazzo di 14 anni, Mario.

Ieri a Carbonara Gaetano è stato ricordato con la deposizione di una corona di fiori davanti alla lapide a lui dedicata, e con una Messa celebrata nella parrocchia di 'Santa Maria del Fonte' dal presidente di Libera, don Luigi Ciotti. Alla commemorazione hanno preso parte il vicesindaco Pierluigi Introna, in rappresentanza del Comune, il presidente del Municipio IV Nicola Acquaviva, Vitandrea Marzano, responsabile dell’Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata del Comune di Bari, i genitori di Gaetano, Francesca e Vito, Alessandro Tedesco, referente regionale della Memoria e figlio di Giovanbattista, anch'egli vittima innocente di mafia, diversi familiari pugliesi e Giovanna Verdoscia, mamma di Mario.

"A volte quando ci vengono tolti così violentemente i nostri cari ci arrabbiamo, anche con dio, ma questa rabbia è preghiera. Tocca a noi cercare i semi di speranza", ha detto Don Ciotti durante la celebrazione. "Quanti indifferenti. L'omertà e l'indifferenza uccidono egualmente. La giustizia ha bisogno anche del nostro contributo, il cambiamento ha bisogno di ciascuno di noi. Alla sera della vita saremo giudicati solo per l'amore, ci sarà chiesto solo se ci siamo amati. Abbiamo bisogno di bellezza oltre che di giustizia, un desiderio che parte dalla realtà e ci fa cercare il cambiamento".

Don Luigi ha poi chiamato attorno all'altare i familiari delle vittime innocenti di mafia pugliesi, ricordando Mario Verdoscia, amico di Gaetano Marchitelli, ferito nell'agguato, Luigi Fanelli, il cui corpo non è stato ancora restituito alla famiglia, Stefano Fumarulo, dirigente della regione Puglia impegnato nell'antimafia sociale e prematuramente scomparso. "La pace è un dono di Dio - ha ricordato don Ciotti - ma è opera degli uomini".

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