Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Un 'central Park' barese al posto della ferrovia, Fuksas disegna la città del futuro

Il progetto dell'archistar Fuksas, vincitore del concorso "Baricentrale" prevede la creazione di una collina verde al posto della ferrovia, nuovi palazzi e due parchi culturali nell'area Rossani e presso il conservatorio

Un parco grande 30 ettari: questa è la visione dell'archistar Massimiliano Fuksas, vincitore del concorso di idee Baricentrale indetto dal Comune di Bari per riorganizzare la presenza della ferrovia nel capoluogo pugliese. Vincitore di un concorso che arriva alla sua conclusione e che ha visto partecipare oltre 150 concorrenti italiani e stranieri in forma anonima, il progetto unirà le due anime della città barese: quella storica e murattiana a quella nuova rendendo la ferrovia un punto d'incontro e non più una barriera.

Il progetto di Fuksas prevede la realizzazione di una collina verde che ricopra tutta l'area urbana della ferrovia, un “Central Park lineare” come lo definisce lui, che permetterà alla città di raddoppiare la quantità di verde. Il progetto che si sviluppa su due assi comprenderà anche le aree della caserma Rossani e quella del conservatorio dove nasceranno due parchi culturali: quello della “creatività” nell'area della Rossani, dove si potranno sviluppare musei e atelier, e uno della “musica” nelle aree liberate nei pressi del conservatorio, che permetterebbero la creazione di un nuovo auditorium. “Non ci saranno sottopassaggi”, assicura l'architetto, mentre d'accordo con le Fs le Fal e la Ferrotramviaria ci sarà una riduzione dell'ampiezza dei binari da 130 a 50 metri, lo spostamento dei magazzini ferroviari, e la deviazione del trasporto merci su una bretella esterna alla città.

Un progetto ambizioso che impegnerà la città per un ventennio su una area totale di 78 ettari e che il sindaco Emiliano vive come “un'emozione grandissima e che costerà al comune solo 161 milioni”. Proprio la sostenibilità economica dell'opera , insieme al suo solido piano antisismico, è quello che ha determinato la vittoria rispetto agli altri progetti. “Il progetto - spiega l'architetto Curcuruto, presidente della giuria selezionatrice - potrà essere modularizzato e realizzato in più fasi, fasi queste che si autofinanziano senza che la ferrovia resti bloccata o che la città viva lunghi periodi con opere lasciate a metà, ma soprattutto una realizzazione capace di essere flessibile e seguire gli sviluppi nel futuro della città”.



La chiave della sostenibilità economica del progetto è quella di far incontrare i finanziamenti privati con gli interessi pubblici attraverso la “valorizzazione delle aree” che permetterà alle Fs di vendere spazi ai privati perché vengano costruiti palazzi. Ai lati del parco è prevista infatti la realizzazione di diversi condomini che non solo finanzieranno il progetto, ma che garantiranno quello che Fuksas definisce il “controllo sociale”: ispirandosi ad Hyde Park l'architetto ha infatti spiegato come “la sicurezza di un parco non la fa la polizia, ma la presenza di persone, 'ci si vede nel parco', si eviterà la situazione di Parigi dove è stata costruita una piazza in cemento costosa e che rimane sempre vuota”. Lì dove verrà scavato, assicura Fuksas, tutti i detriti verranno puliti e riutilizzati per ricoprire la collinetta senza che debbano essere portati via, a questo andranno aggiunti alberi autoctoni, ulivi e non solo che decoreranno tutta l'area verde.

Le prossime fasi sono dunque l'analisi da parte delle Fs, la realizzazione di un progetto attuativo da parte di Fuksas, e la decisione di come gestire l'intervento dei privati “probabilmente – spiega l'assessore Sannicandro – con la realizzazione di Stur (società trasformazione urbana) di cui andrà definita la composizione”. Nel frattempo oggi al Margherita si apre la mostra ad ingresso gratuito dove il progetto vincitore insieme agli altri nove finalisti potrà essere visionato da tutti i baresi.

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