Riqualificare la 'striscia ferroviaria', il Comune lancia un concorso

La 'sella centrale' che spacca in due la città, una volta risolto il problema dei binari, dovrà essere riqualificata. Per questo il Comune ha bandito un concorso di idee per rendere fruibile ai cittadini la striscia che va da Torre a Mare al Libertà

Il passaggio a livello di via Oberdan

La striscia ferroviaria di Bari, la cosiddetta 'sella centrale', come viene chiamata nel Documento programmatico preliminare, avrà, tra qualche anno, un nuovo volto nel segno dell'ecosostenibilità. Con lo spostamento di tutti i binari fuori dal centro abitato, la domanda è: cosa farsene dell'area (estesa per 78 ettari e 3 chilometri) che oggi divide il cuore della città in due, da Torre a Mare a Libertà?

La risposta arriva direttamente dal Comune che ha bandito un concorso di idee internazionale per la riqualificazione dell'intera zona, in collaborazione con Ferrovie dello Stato (che ha dato in concessione l'area attraverso un protocollo ad hoc) e Regione Puglia. Domani la pubblicazione ufficiale. Gli interessati avranno nove mesi per presentare il proprio progetto. I migliori 10 parteciperanno alla frase finale. Al vincitore 50mila euro, ma anche le altre idee, quelle che avranno raggiunto un punteggio superiore ai 60/100, potranno essere premiate con 20mila euro. L'iniziativa 'Baricentrale' è stata presentata stamattina a Palazzo di Città dal sindaco Michele Emiliano, dall'assessore comunale all’Urbanistica, Elio Sannicandro, dall’omologa regionale, Angela Barbanente, e dal suo collega ai Trasporti, Guglielmo Minervini.

Per poter andare verso un processo concreto di attuazione, il progetto che si chiede di realizzare, è stato diviso in sei comparti, da C1 a C6 (17 ettari da via Brigata Bari a via Amendola per un’estensione di 1 chilometro), più strettamente legati alla riorganizzazione ferroviaria, con caratteristiche funzionali e prospettive di gestione distinte del processo di riorganizzazione urbana. A questo si aggiunge un settimo comparto C7, quello della Caserma Rossani per il quale il bando prevede possibili idee finalizzate alla concessione urbanistica.

Eppure un primo approccio della cittadinanza verso il problema del nodo ferroviario c'è già stato con l'iniziativa 'BariCuci' che, però, "aveva solo una funzione culturale", interviene Sannicandro che entra nel dettaglio: "Questo concorso ha una valenza istituzionale perché c’è una convenzione alla base". "E non si farà la fine di ciò che è accaduto con il progetto Pizzarotti", garantisce Emiliano, perchè "questa è solo progettazione, non sarà dato alcun incarico di realizzazione".

Avere un grande giardino diffuso un po' come è accaduto a New York con la riqualificazione della High Line (dove c'erano i binari di una vecchia linea industriale anni Trenta, ora c'è una lunga striscia di verde e servizi da un chilometro nel quartiere di Chelsea a sudovest di Manhattan) può sembrare un progetto lontano, ma non lo è. Il governo centrale, infatti, ha già stanziato i 400 milioni per l'eliminazione del collo d'oca verso Torre a Mare ma "aspettiamo la prossima seduta del Cipe per il finanziamento totale e risolvere una volta per tutte il problema del nodo”, interviene Minervini che è già pronto a parlare della zona nord dell’area ferroviaria, quella tra Palese e Santo Spirito: “Qui la situazione è un po’ più delicata e c'è la necessità di studiare bene cosa fare”. Perché se si spostano i binari “bisognerà pensare anche a come rendere interoperabili tutte le reti trasportistiche esistenti”. Ed è per questo che "non possiamo realizzare determinate cose senza ascoltare la cittadinanza e senza tener conto delle automobili”.

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Insomma, dopo 50 anni di ipotesi sul da farsi, ecco che il Comune è arrivato a un vero e proprio punto di svolta. Il primo cittadino, orgoglioso del concorso, sottolinea come la sua Amministrazione "ha avviato numerosi progetti per la riqualificazione di tutta la città cosa che - dice - non accadeva prima che arrivassi". E dalla loggia della sala consiliare si alza la voce di un esponente dell'opposizione, all'epoca di maggioranza, che ribatte: "Non è vero. C'erano progetti". Ma alla domanda di Emiliano "quali sono?", il consigliere risponde: "C'erano, c'erano". Insomma, crederci sulla fiducia.
Il punto adesso è che mancano comunque i fondi: "Il progetto di via Sparano, per esempio, è pronto. E' stato anche inserito nel piano delle opere triennali ma al momento non ci sono fondi per realizzarlo". Ma nella prospettiva che ci vorrà più tempo per risolvere la questione del nodo ferroviario, "forse fino ad allora riusciremo a reperire i finanziamenti".
Così, nello spirito di cambiamento, il primo quartiere che potrà beneficiare di questa rivoluzione verde sarà proprio il Libertà: "Si trova tra i binari e il Murattiano. Potrebbe esserci per i cittadini un duplice vantaggio. Se fosse più diradato, gli spazi fossero più gestibili e si trovasse una soluzione per il parcheggio delle auto, saremmo a cavallo”.
 

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