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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cronaca

Japigia, arrestato Savino Parisi: il boss torna in carcere

L'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dalla Corte d'Appello di Bari su richiesta della Procura Generale della Repubblica, è stata eseguita nella serata di martedì dai carabinieri

Torna in carcere, dopo circa due mesi di libertà, il boss di Japigia Savino Parisi. Scarcerato lo scorso 11 gennaio, Parisi è stato nuovamente arrestato  nella tarda serata di ieri dai carabinieri del Nucleo investigativo  del Reparto operativo di Bari,  in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Corte d’Appello di Bari, su richiesta della Procura Generale della Repubblica.

L'arresto arriva a pochi giorni dalla sentenza di secondo grado con cui, lo scorso 4 marzo, la Corte di Appello di Bari ha condannato Parisi a 4 anni e 8 mesi di reclusione per estorsione aggravata dal metodo mafioso. E la stessa Corte d'Appello ha emesso il provvedimento di custodia cautelare, richiesto dalla Procura generale e motivato dal rischio di reiterazione del reato.

LE IMMAGINI DEI CARABINIERI

La vicenda per la quale Savino Parisi è stato condannato dalla Corte di Appello risale al 2009. Parisi, appena uscito dal carcere, sarebbe intervenuto per porre fine alle richieste di denaro fatte da alcuni elementi del suo stesso clan a due imprenditori edili di Triggiano. I due imprenditori, padre e figlio, a fronte di un prestito ricevuto di circa 400mila euro, sarebbero stati costretti a pagare interessi di circa 100mila euro all’anno. In cambio del suo intervento per far cessare tali pagamenti, Parisi, secondo l'accusa, avrebbe preteso in cambio gioielli e orologi del valore di circa 100mila euro.

Il provvedimento, ha commentato in conferenza stampa il comandante provinciale dei carabinieri, col. Vincenzo Molinese, "é la dimostrazione di un impianto investigativo della Direzione distrettuale Antimafia che sfocia in una condanna non ancora definitiva, perchè non sono ancora decorsi i termini di impugnazione, che conferma la pericolosità del soggetto e la gravità delle accuse a suo tempo mosse".

"Non ci si muove soltanto sul piano repressivo, investigativo e giudiziario, ma anche sul piano preventivo”, ha aggiunto ancora Molinese riferendosi all'azione di contrasto alla criminalità organizzata. "Il quartiere Japigia –  ha aggiunto -  è sottoposto ad un’intensa attività di controllo da parte delle forze dell’ordine. La possibilità di avvalerci dei 50 militari per i presidi fissi ci ha consentito di poter destinare molte più risorse al controllo del territorio". 

*Ultimo aggiornamento ore 15.30

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