Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Condannato ingiustamente, pregiudicato chiede risarcimento

Definitivamente assolto dalle accuse di associazione mafiosa e traffico di droga dopo sette anni e quattro gradi di giudizio, Giuseppe Valentini, ritenuto il boss dell'omonimo clan di Bitonto, chiede allo Stato 500mila euro per due anni trascorsi in carcere

Arrestato nel maggio 2004 con l'accusa di traffico di droga e associazione mafiosa, definitivamente assolto dopo sette anni di processo e quattro gradi di giudizio, ora chiede un risarcimento da 500mila euro allo Stato per due anni trascorsi ingiustamente in carcere. E' la richiesta avanzata dal 38enne pluripregiudicato Giuseppe Valentini, ritenuto il boss dell'omonimo clan di Bitonto.

In primo grado, nel febbraio 2005, fu condannato con rito abbreviato a 14 anni di carcere e in appello, nell'ottobre 2006, a 2 anni e 4 mesi per il solo reato associativo, mentre venne assolto dalle contestazioni sul traffico di droga. Pena già scontata perché Valentini era stato in carcere dal maggio 2004 all'agosto 2005 e detenuto agli arresti domiciliari fino all'ottobre 2006. Valentino fece comunque ricorso in Cassazione per ottenere l'assoluzione anche dal reato di associazione mafiosa.

La Cassazione, nel 2007, accolse con rinvio il suo ricorso e Valentini fu assolto da tutti i reati nell'ottobre 2009 dalla Corte d'Appello di Bari. Ora è lui, assistito dall'avvocato Massimo Roberto Chiusolo, a presentare il conto allo Stato, chiedendo i danni per ingiusta detenzione alla stessa Corte di Appello di Bari che lo aveva giudicato prima colpevole, poi innocente.

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