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"Spaccio di droga e affiliazione mafiosa": pene fino a 14 anni per il clan Misceo-Telegrafo

Il gup del Tribunale di Bari Alessandra Piliego ha condannato al carcere 21 persone, tra cui il presunto capoclan Giuseppe Misceo

Sono stati condannati dal gup del Tribunale di Bari Alessandra Piliego, con pene tra i 14 anni e due mesi e i quattro mesi di reclusione, 21 persone presunte affiliate al clan Misceo-Telegrafo, attivo nel quartiere San Paolo. I componenti dell'organizzazione criminale erano accusati di presunta associazione mafiosa finalizzata al traffico di droga, ma nel processo erano stati contestati anche due tentati omicidi, detenzione di armi e ricettazione di auto rubate. 

La pena più alta è stata inflitta al presunto capoclan Giuseppe Misceo, soprannominato "il Fantasma", imputato per associazione mafiosa, come promotore, e per tentato omicidio, come mandante, di Donato Sifanno nel novembre del 2013, ucciso poi alcuni mesi dopo in un successivo agguato. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti al raid mortale avrebbe partecipato anche il figlio del boss, Paolo Misceo, condannato in primo grado a 14 anni per il delitto, che nel processo odierno è invece tra le 13 persone assolte. Il pm Antimafia Patrizia Rautiis contestava anche il tentato omicidio dei fratelli Carlo e Giuseppe Loiodice nel dicembre 2013. Per l'episodio sono stati condannati i presunti esecutori materiali e braccia armate del boss Misceo, ritenuti i referenti del clan nei comuni limitrofi: Francesco Pace (10 anni e 8 mesi di carcere), Arcangelo Telegrafo (7 anni e 11 mesi) ed Emanuele Grimaldi (7 anni e 4 mesi).

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