Matrimoni, parla la wedding planner: "La location preferita? Polignano. Il ricevimento si sta 'snellendo' grazie ai Nordeuropei"

La barese 43enne Viola Tarantino, presidente della neonata Associazione wedding planner Puglia, è nel settore dal 2012: "Sempre più richieste da Belgio e Australia. Il vestito? Un ritorno al ventennio 1930-1950"

La wedding planner Viola Tarantino

"Il matrimonio? Uno degli eventi più importanti della vita di una persona, che di certo non si può improvvisare nell'organizzazione. Così come non può improvvisare chi lo organizza al posto tuo". Ne è convinta Viola Tarantino, barese 43enne che dal 2012 gestisce un'azienda di wedding planner, e presidente della neonata Associazione Wedding planner Puglia. L'abbiamo intervistata per scoprire quali sono le tendenze nel settore in Puglia.

Lunedì 16 aprile presenterete la vostra associazione. Perché l'avete creata?

Per ribadire un concetto fondamentale: fare il wedding planner non è un hobby, ma una professione che non si riduce al semplice preparare l'allestimento floreale in chiesa e in sala. Non ci si improvvisa, bisogna studiare ed essere preparati. Cosa che accade poco spesso in Puglia: ogni 3 organizzatrici, solo una si può definire professionista. Al momento non esiste una certificazione per diventarlo, ma insieme alle altre 20 socie fondatrici vogliamo creare corsi che possano dare le basi per essere una perfetta wedding planner.

Quali sono le basi per esserlo?
Sicuramente lo studio e l'aggiornamento continuo. Io stessa sto seguendo un corso online dell'Università di Miami per ottenere una certificazione. Organizzare un matrimonio oggi, dove sempre più spesso a sposarsi sono due professionisti che non hanno il tempo di seguirci, significa non solo soddisfare i loro bisogni, ma anche quelli degli invitati. Non c'è da stupirsi, quindi, se diventiamo anche una piccola agenzia di viaggi, organizzando i transfert per chi viene da fuori.

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Molti stranieri vengono a sposarsi in Puglia?

Certo, basti ricordare il megamatrimonio dei Sutton la scorsa estate a Monopoli la scorsa estate. Alla mia agenzia arrivano circa 100 richieste l'anno dall'estero, principalmente dall'Inghilterra e dall'America, ma sono in crescita le richieste dall'Australia e dal Belgio. Questo perché c'è una riscoperta delle radici: chi ha antenati italiani, vuole dire il 'sì' nella terra che ha visto nascere la sua famiglia. Un trend che la Puglia dovrebbe sfruttare, come ha fatto la Sicilia, perché non si tratta di un fenomeno ciclico.

Quali sono le mete preferite?

Principalmente la Valle D'Itria, nel Barese sicuramente Polignano. E in questo ha aiutato molto la televisione. Non sai quante richieste riceviamo per un matrimonio simile a quello visto in Beautiful, sulle scogliere dell'incatevole borgo. Peccato che non si possa fare, visto che sono ancora vietati i matrimoni in spiaggia. Dall'estero stiamo invece riprendendo diverse tradizioni per il ricevimento nuziale.

Cioè?

Ad esempio la consegna delle bomboniere non dopo il taglio della torta, ma alla fine della cena. Dico così perché in Puglia il 95% dei ricevimenti è di sera. Poi c'è il brindisi, che sempre più spesso viene fatto dal palco dove suona la band prima della torta. Tutte tradizioni che vengono dal Nord Europa, così come la tendenza di togliersi le scarpe da cerimonia dopo il rito in chiesa e presentarsi con scarpe da ginnastica in sala ricevimento. Rappresentano però anche un ritorno al passato.

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Perché?

Beh, la 'confettata' post torta è stata introdotta solo dopo gli anni '90.  Poi ci sono gli abiti della sposa, che ora sempre più spesso si ispirano al periodo 1930-1950. D'altronde dopo che abbiamo visto anche la provocazione della sposa nuda, si tende ad abbandonare l'idea del vestito principesco con lo strascico chilometrico. Mi è anche capitato di vedere spose con vestiti semplici, che una volta tinti potevano diventare tranquillamente abiti da sera. Non mancano poi look anni '80, alla Madonna di 'Like a Virgin'.

Parliamo di costi. Quant'è il budget che si spende solitamente?

Per un matrimonio nel Barese andiamo su una cifra che si aggira tra i 25mila e i 30mila euro. Come ho già detto, però, non mancano coppie di professionisti che sono disposte ad alzare il tiro e arrivare a 200mila euro. Il matrimonio rimane una priorità: tante volte la sposa guarda gli abiti su Pinterest e dice: "Voglio questo". Resiste ancora la 'gara' tra spose per chi ha l'abito o l'allestimento più costoso. Il grosso del costo è però dato dal cibo, che toglie i 2/3 del totale. Questo perché tutti vogliono prodotti locali tipici di qualità, così come per il vino.

Perché?

E' il risultato della globalizzazione. Ogni giorno possiamo mangiare da cucine di tutte le Nazioni, dalla Cina al Messico. Nel giorno più importante della propria vita si sceglie invece di tornare alla tradizione della propria terra. E poi diciamoci la verità: a fine matrimonio non si ricorda mai l'abito della sposa, ma quanto bene si è mangiato.

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