Il Consiglio comunale dice sì al Piano Casa: "Stop a visioni del passato e a quartieri in mezzo al nulla"

Incentivi "volumetrici" per riqualificare edifici abitativi esistenti, escludendo alcune aree come quelle negli insediamenti industriali a sud-ovest e a sud-est del centro

Incentivi "volumetrici" per riqualificare edifici abitativi esistenti in città, escludendo alcune aree come quelle negli insediamenti industriali a sud-ovest e a sud-est del centro: è la principale novità della delibera sul 'Piano Casa' approvata questa mattina dal Consiglio comunale barese. Il provvedimento recepisce gli adempimenti per applicare la legge regionale 19 del 2009, prorogata anche anche nel 2017. La delibera, presentata in aula dopo l'approfondito lavoro fatto dagli uffici tecnici della ripartizione Urbanistica, si basa sul principio che gli incentivi siano incompatibili con aree destinate ad attività produttive, troppo lontane dal centro cittadino. le uniche eccezioni riguardano "piccoli lotti di aree produttive in contiguità con aree residenziali, lotti con estensione inferiore a 5 ettari e dismessi da almeno 10 anni che, pur destinati ad attività produttive, nel tempo hanno dimostrato l’inadeguatezza o l’inattualità delle previsioni iniziali".

Sì della Maggioranza, no del M5S, astensioni dal centrodestra

"Ancora oggi tutti i baresi pagano le conseguenze di scelte scellerate del passato - ha affermato l'assessore cittadino all'Urbanistica, Carla Tedesco -, che hanno visto la costruzione di case in mezzo al nulla. Oggi abbiamo l’obbligo di invertire la rotta". L'assessore illustra le caratteristiche della delibera che ha visto il voto positivo di 20 consiglieri, quello contrario di 3 (tra loro il M5S) e l'astensione di altri 5 (tra cui Carrieri, Melini e Ranieri): "L’approvazione è un segnale importante dato dal Consiglio comunale in favore dello sviluppo sostenibile della città - dice Tedesco - . Con l’approvazione di questa delibera evitiamo che la visione della città, che stiamo costruendo attraverso il PUG e attraverso una serie di strumenti urbanistici e politiche urbane in anticipazione, sia inficiata dalla costruzione in aree non solo lontane dalle zone centrali ma anche non idonee ad ospitare funzioni residenziali a causa della presenza di stabilimenti (e delle relative emissioni) e dell’assenza di attività commerciali di prossimità, spazi verdi, scuole e altri servizi. Mentre ci impegniamo per assicurare ai cittadini che vivono in aree isolate servizi e infrastrutture, di assicurare loro la manutenzione delle strade, il trasporto pubblico, il trasporto scolastico, abbiamo anche l’obbligo di dire no al ripetersi di errori urbanistici di questo tipo. Lo dobbiamo ai nostri figli e ai nostri nipoti”.

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