Via Amendola, zona Faro e aree ex Arca Japigia al Comune: il Consiglio dice sì

Tre questioni 'sbloccate' con l'approvazione di delibere in aula Dalfino. I lavori per il raddoppio della strada potranno cominciare a marzo. Galasso: "Su case popolari sbrogliata matassa durata 60 anni"

Dopo le fasi concitate della monotematica di venerdì scorso sull'emergenza giudiziaria, il Consiglio comunale di oggi ha discusso e approvato alcuni provvedimenti attesi per chiudere vicende decennali e avviare interventi di riqualificazione. E' il caso di via Amendola, della zona Faro a San Cataldo e dei terreni ex Arca a Japigia. Nel primo il Comune ha acquisito una porzione demaniale all'interno dell'ex caserma Magrone, che servirà per realizzare la rotatoria di viale Einaudi, una delle tre previste dal progetto di allargamento della strada. L'interlocuzione con il Demanio consentirà di far arretrare la recinzione e di ampliare considerevolmente l'incrocio: "Saranno demoliti anche due manufatti - spiega l'assessore cittadino ai Lavori Pubblici Giuseppe Galasso - in modo da dare più respiro all'area". Il sì prelude all'avvio dei lavori per il raddoppio della grande strada d'accesso alla città: "Dopo questo sì - dice Galasso -, a metà marzo, inizieremo con i lavori preparatori per l'allargamento di via Amendola. Si comincerà dall'arretramento delle recinzioni. Quelle tutelate, tra l'altro, verranno smontate e rimontate, cancelli compresi. La strada non sarà mai chiusa al traffico e gli automobilisti vedranno solo le recinzioni dei cantieri, a lato della carreggiata".

"L'area attorno al faro in futuro aperta a baresi e turisti"

Un'altra acquisizione attesa da tanto tempo riguarda uno dei locali adiacenti al Faro di San Cataldo, sempre dal Demanio. Il sì, arrivato nella stessa delibera in cui era contenuto anche il provvedimento su via Amendola, consentirà di progettarne la riqualificazione e il riutilizzo ai fini turistici e di abbellimento di un territorio privo di giardini: "L'obiettivo - afferma Galasso - è quello di farne uno spazio pubblico con aree sociali. L'idea è anche quella di risistemare la spiaggia che dai ristoranti arriva fino alla rotonda dell'ingresso Monumentale del quartiere Fieristico".

"Sbrogliata la matassa delle aree ex Arca di Japigia"

La terza approvazione di peso è quella che chiude dopo 60 anni la questione delle aree ex Arca di Japigia, che saranno acquisite definitivamente, a titolo gratuito, dal Comune. Il sì dell'aula Dalfino dovrà poi essere sancito dall'atto tra il segretario di Palazzo di Città e la stessa Arca Puglia: "Eravamo già riusciti a sbrogliare la matassa con un provvedimento di comodato d'uso - specifica l'assessore - a giugno scorso, consentendoci un primo 'ingresso' nell'area per effettuare alcune manutenzioni. Nel corso di questi mesi è stato rilevata la necessita di un atto deliberativo del Consiglio comunale. A questo punto potremo ragionare su un futuro intervento di riqualificazione della zona che comprende quattro randi blocchi di palazzine dove il 98% delle abitazioni è stato acquistato dai privati".

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Varie bocciature per le opposizioni

In precedenza il Consiglio ha detto no a due proposte presentate dalle opposizioni: la prima prevedeva l'anticipazione dell'odg avanzato dalla consigliera Irma Melini (con le firme dei colleghi Di Paola, Mangano, Colella, Carrieri, Melchiorre, Picaro) con l'obiettivo di chiedere "alle Autorità sanitarie competenti uno studio epidemiologico dell’area" dell'ipotetico inceneritore Newo. La zona industriale, rileva Melini "classificata come Zona C dal Piano regionale della qualità dell’aria dell’Arpa vede proprio una concentrazione di insediamenti industriali limitrofi al quartieri San Paolo e al Comune di Modugno". No anche alla risoluzione di Carrieri sull'emergenza idrica: "Il sindaco e la maggioranza - sostiene Carrieri - nulla propongono per risolvere una delle prioritâ di questa Cittá e per alleviare i disagi e le sofferenze di tanti cittadini baresi (in particolare anziani, malati, bambini). Una posizione irresponsabile che ci imporrá di proseguire le proteste - anche nei confronti dell'acquedotto- per risolvere un problema che nei prossimi mesi estivi é destinato ad aggravarsi". No anche alla richiesta (formulata da Pasquale di Rella) di anticipazione della petizione popolare “Giustizia al Libertà”, firmata da 1911 cittadini, sull'edilizia giudiziaria e la "inopportunità del trasferimento dei tribunali dal quartiere Libertà al quartiere Carrassi".

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