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Continue richieste di denaro per falsi investimenti, sette anni dopo la vittima denuncia: arrestato 62enne

La vittima era stata avvicinata nel 2013, creando un rapporto di fiducia con il truffatore. Centinaia di migliaia di euro le erano stati tolti con l'allusione a problemi amministrativi che rischiavano di far sfumare l'investimento

Finisce in manette per truffa aggravata un 62enne, che negli anni si era fatto prestare dal vicino grosse somme di denaro millantando di sfruttarli per investimenti. L'uomo è stato posto ai domiciliari, su disposizione del gip del Tribunale di Bari, che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Gaetano De Bari.

Le indagini hanno ricostruito le basi della truffa: l'indagato, fin da settembre del 2013, era riuscito ad avvicinare la sua vittima, sfruttando la vicinanza del negozio con l’abitazione, convincendola a prestargli del denaro. Denaro che nel tempo è stato sempre di più, anche grazie alla fiducia che aveva guadagnato con la persona truffata, che utilizzava il vezzeggiativo di 'zia' senza che vi fosse alcuna parentela. Somme che hanno raggiunto centinaia di migliaia di euro che il 62enne, alludendo a conoscenze in ambito finanziario, aveva fato credere alla vittima che sarebbero state investite e, grazie alla sua intermediazione, si sarebbero moltiplicate. Successivamente la vittima è stata intimidita con falsi problemi amministrativi e bancari, aggiungendo che avrebbe perso tutti i suoi risparmi se non gli avesse consegnato altro denaro, "così sottoponendola a forti preoccupazioni, soggezione e dipendenza psicologica" spiegano dalla polizia giudiziaria. Richieste di denaro proseguite fino a gennaio scorso, quando la vittima si è vista costretta a chiedere un prestito a parenti e amici, consegnando così altre centinaia di migliaia di euro all'arrestato. I continui prelievi dal conto della vittima vennero segnalati e quest'ultima, pur timorosa di perdere tutti i suoi risparmi, ha confidato del ricatto a un parente, che l'ha poi convinta a denunciare quanto accaduto. l’accaduto ad un parente, quindi vinta l’iniziale reticenza denunciò l’accaduto.

Gli elementi probatori raccolti ed i riscontri dall’attività d’indagine svolta, le dichiarazioni raccolte da terzi, i riscontri telefonici e bancari nonché le analisi
dei flussi di denaro versati dalla vittima al 62enne, hanno permesso alla Sezione di polizia giudiziaria di richiedere la misura cautelare personale al pm, poi convalidata anche dal gip.

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