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Contributi per le attività culturali, sì del Consiglio al nuovo regolamento

L'approvazione dell'aula Dalfino dopo una lunga maratona. Dal sindaco Decaro e dall'assessore Maselli la disponibilità a convocare un tavolo a fine agosto per la stesura di una nuova versione

Via libera del Consiglio comunale al nuovo "Regolamento per l’erogazione dei contributi per attività culturali e di spettacolo". L'approvazione è arrivata nella tarda serata di mercoledì, dopo una lunga maratona in Aula Dalfino. Alla stesura del testo, come ricordato in aula dall'assessore alle Culture Maselli, hanno partecipato rappresentanti di CGIL, CISL, UIL, Legacoop, Confcooperative, Agis e il Distretto regionale delle industrie culturali e creative Puglia creativa.

Nel corso della discussione, non sono mancate le critiche da parte dell'opposizione, Movimento 5 Stelle in testa, che ha contestato invece lo scarso coinvolgimento, nella stesura, di altri soggetti del panorama culturale locale,  e l'impianto del regolamento, che secondo i pentastellati ostacolerebbe l'accesso ai contributi delle realtà più piccole del territorio. Dall'opposizione è giunta anche la richiesta di rinviare la discussione per apportare modifiche al regolamento, ma la proposta è stata respinta.

Anche in risposta a tali contestazioni, il sindaco Decaro e l'assessore Maselli si sono detti disponibili a convocare, entro fine agosto, un tavolo con i consiglieri di maggioranza e opposizione per discutere alcune delle modifiche indicate negli emendamenti (in tutto una sessantina quelli presentati) poi ritirati, che potranno essere inserite in una nuova versione del regolamento da sottoporre nuovamente al vaglio del Consiglio.

"Con questo atto - commenta l’assessore alle Culture Silvio Maselli - la città di Bari si dota di un regolamento trasparente ed efficace, che sostituirà il precedente, datato 1999 e ormai inadeguato a rispondere alle mutate esigenze della platea degli operatori culturali e del pubblico. Desidero ringraziare i consiglieri di maggioranza e opposizione che responsabilmente, nel corso della lunghissima seduta di ieri, hanno deciso di ritirare una parte dei propri emendamenti. Sono soddisfatto che la totalità degli emendamenti accettati e votati a larga maggioranza abbiano migliorato il testo del regolamento che l’amministrazione comunale, d’intesa con le associazioni di categoria, datoriali e sindacali, aveva presentato, a dimostrazione del fatto che la democrazia rappresentativa sa scrivere pagine importanti nel rispetto delle prerogative dell’opposizione e anche della maggioranza, che ha il dovere di compiere le scelte. Il regolamento approvato in Consiglio è uno strumento operativo che ci consentirà di mettere a bando entro la fine di agosto le risorse - circa 230mila euro - destinate a sostenere le attività svolte nel corso del 2016 da operatori culturali e associazioni che renderanno la città, con riferimento al prosieguo dell’anno e alle attività già svolte che saranno ritenute meritevoli di contributi, viva e ricca, dando forza a operatori che da anni attendevano regole trasparenti ed efficienti".
 
Il nuovo regolamento si rivolge a tre tipologie di soggetti: le imprese consolidate (o le aggregazioni di associazioni e imprese che, da sole, non raggiungano i requisiti) che abbiano progetti di natura triennale; le associazioni culturali o le imprese che abbiano progetti da svolgere entro l’anno; le start up associative o di impresa che sebbene appena nate, abbiano progetti culturalmente interessanti. Nel testo sono fissate regole precise per iscriversi all’Albo comunale degli operatori culturali ed è previsto che ciascun soggetto possa far domanda per un solo progetto culturale, "così da favorire il necessario pluralismo". Il regolamento prevede inoltre "regole stringenti per le rendicontazioni e i controlli, a tutela dei lavoratori e degli artisti coinvolti nei progetti culturali e finalmente impedisce di portare in rendicontazione spese davvero bizzarre". Inoltre "introduce una sperimentazione innovativa che, una volta reperite le necessarie risorse, consentirà di prevedere un “budget culturale” da assegnare direttamente ai cittadini invece che agli operatori economici del settore. Toccherà alla giunta stabilire modi e tempi di tale sperimentazione".

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