Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Coperti alcuni manifesti, ma in tv continua lo spot “omofobo”

Ennesima campagna pubblicitaria offensiva di un noto compro oro. Il presidente dell'Arcigay Bari, Giuseppe Maffia: "Abbiamo sporto denuncia: è ora di finirla con la pubblicità lesiva della dignità umana"

Alcuni manifesti sono stati coperti. Ma gli spot pieni di doppi sensi continuano ad essere mandati in onda da alcune emittenti locali. Parliamo della pubblicità di un noto “compro oro” , posta sotto accusa per il suo carattere evidentemente omofobo. Lo spot affronta con tono triviale e ridicolizzante la vicenda di due stilisti alle prese con la vendita di gioielli in esubero. Il caso non è sfuggito a diverse associazioni di tutela dei diritti degli omosessuali, tra cui l’Arcigay: “E’ evidente che si tratta di un espediente per attirare l’attenzione sulla propria azienda – afferma il presidente barese Giuseppe Maffia – ma abbiamo sollevato l’attenzione perché non possiamo tollerare che si faccia un uso così offensivo della dignità e dell’orientamento sessuale di migliaia di persone”. “In questo senso – prosegue Maffia – abbiamo sporto una denuncia formale al’AgCom e all’Ufficio nazionale antidiscriminazione, affinché intervenga in tempi celeri per l’annullamento di questo oltraggioso spot, rimosso solo da Antenna Sud che ringraziamo per la sensibilità”.

In passato la stessa azienda era salita agli “onori” delle cronache per aver fatto un uso offensivo dell’immagine della donna all’interno di una campagna pubblicitaria, rimossa subito dopo la mobilitazione di centinaia di persone che chiesero al sindaco Emiliano di provvedere alla copertura dei manifesti. Stessa cosa dicasi quando il giudice civile Francesco Federici ordinò la sospensione di una campagna pubblicitaria che offendeva il comune sentimento religioso. “Questa volta è toccato a noi - continua Maffia - . Ma mi auguro che si prendano provvedimenti seri, perché non possiamo tollerare che la pubblicità sia utilizzata per veicolare messaggi sessisti, omofobi o che ledono in qualsiasi modo la dignità umana”.

Sul caso, nei giorni scorsi, è intervenuto anche il sindaco Michele Emiliano il quale ha verificato che “gli impianti dove sono state affissi manifesti non sono tutti di proprietà comunale, bensì di concessionari privati su cui il Comune non esercita attività di controllo preventivo”. “Il sindaco di Bari - si legge nel comunicato del primo cittadino - ha proceduto alla segnalazione dei suddetti messaggi pubblicitari all'Istituto per l’Autodisciplina della pubblicità al fine di adottare tutti i provvedimenti del caso”.

Nei prossimi giorni se ne saprà di più. Nel frattempo in rete è nato un controslogan. Ad idearlo è Viviana Loprieno, presidente dell'associazione Between: “Omofobia? Mai, nemmeno per tutto l'oro del mondo”. Forse la migliore risposta ad un spot di cattivo gusto.

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