Cronaca

"Torneremo, ma senza nostra figlia", rientro amaro per la coppia barese bloccata in Congo

Su Facebook il messaggio di Massimo De Toma, il papà barese bloccato a Kinshasa con altre 23 famiglie italiane che da 2 mesi sono nel paese africano per riportare in Italia i loro bambini adottati. Ma il governo, almeno per ora, non concederà il visto d'uscita per i piccoli

Faranno presto rientro a casa, ma senza la loro piccola adottata in Congo, Massimo De Toma e Roberta Roselli, la coppia barese da due mesi nel Paese africano insieme ad altre 23 famiglie italiane per riportare in Italia i loro bambini adottati.

A confermare la notizia, già diffusa qualche giorno fa, è lo stesso Massimo De Toma che su Facebook scrive: "Sono ancora a Kinshasa, ma presto torneremo a Bari, purtroppo senza nostra figlia, per ora....".

Il governo, infatti, ha deciso almeno per il momento di non concedere il visto d'uscita ai bambini adottati, ancora a tutti gli effetti congolesi, né sono stati rinnovati i visti agli italiani in Congo, che sono così costretti a lasciare il Paese. Negli ultimi giorni la tensione nel Paese, già al centro dell'attenzione per questa vicenda, è aumentata a causa dei disordini che si stanno verificando a Kinshasa dove i ribelli hanno occupato i punti nevralgici della capitale.

Pare inoltre che le pratiche per l'adozione dovranno essere esaminate poi in Italia da una delegazione congolese. La mediazione della delegazione della Farnesina in Congo, dunque, al momento non sembra aver sortito gli effetti sperati dalle famiglie italiane, cioè potere tornare in Italia con i loro figli. Qualche giorno fa, in un'intervista rilasciata a Radionorba Notizie, fu proprio il barese De Toma a dichiarare che "tornare senza i nostri figli sarebbe stata una evidente sconfitta politica del nostro Paese". "La promessa che il governo ci aveva fatto, per voce dei ministeri degli Esteri e dell'Integrazione, era che saremmo tornati in Italia entro Natale. Venirci ora a dire che dobbiamo aspettare mesi per vedere i nostri figli, per noi è disumano", aveva commentato De Toma. Ma a quanto pare, almeno per il momento, per le 24 famiglie non sembra prospettarsi una soluzione diversa.

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