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Coprifuoco anti-movida e sindaci in protesta, salta riferimento ai primi cittadini nel nuovo Dpcm. Decaro: "Norma mai discussa, governo scorretto"

Nel testo finale non si ritrova il riferimento ai primi cittadini in relazione alla possibilità di chiudere strade e piazze in ottica 'anti-assembramento'. Il presidente Anci questa mattina a Radio Capital: "Non parteciperemo più a cabine di regia"

Dal testo del nuovo Dpcm annunciato ieri dal premier Conte sparisce il riferimento ai sindaci in relazione alla facoltà di chiudere strade e piazze alle 21 per evitare assembramenti. Un 'giallo' che potrebbe essere l'effetto, con ogni probabilità, delle proteste degli stessi primi cittadini, che ieri sera in coro hanno criticato la decisione del governo, accusato di aver scaricato la responsabilità di eventuali coprifuoco sui Comuni. Di fatto, però, la sostanza non sembrerebbe cambiare.

Come riporta Today.it, rispetto alla bozza iniziale del decreto (e alle parole pronunciate dallo stesso Conte in conferenza stampa: "I sindaci potranno disporre la chiusura al pubblico dopo le 21 di vie e piazze dove si creano assembramenti, consentendo l'accesso solo a chi deve raggiungere esercizi commerciali o abitazioni private"), nella versione finale del testo pubblicata sul sito di Palazzo Chigi non si ritrova il riferimento ai primi cittadini. "Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento - si legge nel testo approvato - può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private". Una formula più generica, dunque, che tuttavia lascia non chiarito chi debba a questo punto disporre la chiusura. 

Le proteste dei sindaci, comunque, non si placano. "Il governo ha voluto scaricare la responsabilità del coprifuoco sui sindaci: non è possibile che siano i sindaci a chiudere le piazze e le vie della movida. I sindaci non possono controllare: per questo abbiamo preteso che sparisse dal testo del Dpcm la parola sindaco", ha affermato questa mattina Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente Anci a 'The Breakfast' Club su Radio Capital. "Non ci piacciono le ordinanze-spot: se non possono esserci controlli, la norma è priva di senso. È stata commessa una scorrettezza istituzionale, non parteciperemo più a riunioni di regia perché tanto la presenza dei sindaci è inutile. Si incontrano i ministri con i presidenti di regione e decidono in autonomia. Il governo decide senza tener conto delle esigenze locali".

In un'altra intervista, Decaro ha ribadito che il provvedimento in questione non era mai stato discusso: "Riunioni fiume tra sabato e domenica e nessuno ha sollevato questo tema delle ordinanze di chiusura di alcune zone limitate delle città. Non possiamo accendere il tv e trovare il presidente del consiglio che ci dice che dobbiamo mettere il coprifuoco. Abbiamo ricevuto una bozza, abbiamo scoperto che c'era questo tema dei sindaci, abbiamo detto che era inapplicabile, ci poi stato assicurato che non c'era: poi abbiamo visto la tv", ha detto Decaro a Studio24 su Rainews24. "Non possiamo accendere la tv e trovare il premier che dice che i sindaci devono fare il coprifuoco nelle città quando per due giorni nessuno ha parlato di queste ordinanze. - ha aggiunto Decaro - Ho già scritto al prefetto per convocare il comitato per l'ordine e la sicurezza ma chi deve fare i controlli?".

*Ultimo aggiornamento ore 11.00

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