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Sabato, 4 Dicembre 2021
Cronaca Corato

Corato: manifesti contro le adozioni da parte delle coppie omosessuali. L'Arcigay chiede la rimozione

L'iniziativa è partita dall'ex assessore del centrodestra Carlo Roselli che ha fatto affiggere dei 6x3 con scritto: "Si all'unione civile, no l'adozione dei bambini", corredati da foto del gay pride. Indignazione da parte delle associazioni LGBT

Arriva da Corato l'ennesima polemica inerente il tema dei diritti civili e in particolare le adozioni di figli da parte delle coppie omosessuali. A incendiare un clima già infuocato dall'approvazione solo parziale del ddl Cirinnà (e nei giorni scorsi dalla notizia della nascita del figlio di Nichi Vendola e del compagno Ed Testa), ci ha pensato l'ex assessore comunale Carlo Roselli.

L'ex assessore infatti ha fatto affiggere alcuni manifesti formato 6x3 con il seguente messaggio: "Si unioni civili, No l'adozione dei bambini", accompagnato da immagini tratte dagli scorsi gay pride e dall'interrogativo: "Affidereste a gente come questa l'educazione dei bambini?".

Intervistato dai colleghi di CoratoLive a proposito della sua uscita, l'ex assessore del PDL, oggi presidente dell'associazione "Quattro Torri" ha affermato di non aver fatto nulla di male, appellandosi alla libertà d'espressione. "Ho soltanto fatto copia e incolla di foto dei Gay Pride, manifestazioni che si sono tenute nelle più grandi città - dice. -Due papà o due mamme sono una cosa inverosimile che non sta nè in cielo nè in terra. Automaticamente i loro figli verranno fuori come loro".

Dura la presa di posizione dell'Arcigay di Bari: "Siamo profondamente indignati e offesi dal comportamento dell'ex assessore Carlo Roselli e dai suoi manifesti. - scrivono i rappresentanti dell'associazione sulla loro fanpage di Facebook -. Le modalità (in cui sono stati realizzati i manifesti ndr) sono fortemente pretestuose, offensive e infarcite di stereotipi, con l'obiettivo di insinuare nel pensiero del cittadino comune che tutti i cittadini LGBT siano promiscui, inaffidabili, sporcaccioni, dei poco di buono, festaioli, irresponsabili e quindi incapaci di allevare dei figli con amore, come se queste fossero caratteristiche riscontrabili solo e soltanto all'interno della comunità LGBT, facendo in modo che questo concetto infondato diventi uno stereotipo identificativo di tutta una categoria, nonché una grave offesa".

"Chiediamo al comune di Corato di rimuovere quei manifesti - si conclude il post dell'Arcigay - perché fortemente denigratori, irrispettosi e infondati dal punto di vista scientifico, in quanto ledono la dignità di tutta la comunità LGBT italiana e non fanno altro che rimarcare una diseguaglianza presente tutt'oggi nelle leggi dello stato italiano (anche dopo l'approvazione delle unioni civili in senato) e che nasconde e sottintende una radicata omofobia interiorizzata".

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