Ville, appartamenti e imprese: maxi sequestro di beni a pregiudicato di Corato

Nel mirino dei carabinieri il patrimonio di un 57enne, già sorvegliato speciale: tra i beni posti sotto sequestro, appartamenti, imprese e anche un lussuoso B&b. Avrebbe costruito il suo 'impero' vendendo auto rubate e prestando denaro a protestati e falliti

Appartamenti, ville, locali commerciali e imprese, auto e conti correnti bancari, e anche la gestione di B&b di lusso. Un patrimonio del valore di almeno 120 milioni di euro, quello sequestrato oggi da carabinieri ad un pregiudicato di Corato, Savino Tondo, 59 anni, con precedenti per associazione per delinquere, furto, ricettazione, falso ed esercizio abusivo della proprietà finanziaria, già sorvegliato speciale. Il sequestro, emesso ai sensi del Codice Antimafia dal Tribunale di Trani, ha riguardato beni ubicati a Corato, Bisceglie, Valenzano, Ruvo, Bari e Ferrara.

Secondo quanto accertato dai carabinieri del Nucleo Investigativo, attraverso un'indagine che si è mossa  anche a ritroso nel tempo, il 59enne avrebbe accumulato l'ingente patrimonio attraverso una serie di attività illecite. Attività cominciate - hanno ricostruito negli investigatori - con officina meccanica avviata a metà anni '90, in cui il 59enne avrebbe riciclato auto e pezzi di ricambi rubati. Successivamente, Tondo si sarebbe 'specializzato' nella concessione di prestiti a persone protestate e fallite, escluse quindi dall'ordinario circuito di accesso al credito (per cui gli viene contestata  Attività i cui proventi sarebbero stati negli anni reinvestiti sia nel settore immobiliare - con investimenti anche in Emilia - sia in società per la compravendita di auto e per la costruzione e vendita di capannoni industriali.

VIDEO: I BENI SEQUESTRATI DAI CARABINIERI

Nell'ambito dell'operazione odierna, sono stati sequestrati in tutto 361 immobili - tra appartamenti, ville, locali commerciali, capannoni industriali, box auto -, 50 autoveicoli,  38 rapporti bancari e otto imprese. Un 'impero' del valore di almeno 120 milioni di euro, a dispetto dei modesti redditi dichiarati, riconducibile al 59enne sebbene intestato in larga parte a prestanome, appartenenti alla sua famiglia. Un patrimonio illecito - ha sottolineato in conferenza stampa il procuratore aggiunto di Trani, Francesco Giannella, "costruito da zero e incrementato nel corso dei decenni attraverso investimenti e attività illecite". 

Il Comandante provinciale dei carabinieri, col. Vincenzo Molinese, ha ricordato il "lavoro certosino" fatto dai militari del Nucleo investigativo in particolare nel ricostruire la rete delle presunte intestazioni fittizie dei beni, sottolineando anche come l'esame delle movimentazioni bancarie ed economico-finanziarie sia stato la base per verificare come "un certo volume d'affari potesse giustificare la disponibilità di beni mobili e immobili e aziende nelle mani di un soggetto che non aveva una situazione patrimoniale tale da giustificare questo tipo di disponibilità".

*Ultimo aggiornamento ore 13.30

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