Bari il giorno dopo il nuovo decreto anti-coronavirus, tra scuole chiuse e stop a teatri e spettacoli

Le stringenti norme hanno avuto come conseguenza lo stop alle attività teatrali e ad altri show. Difficile anche la situazione di negozi, ristoranti e pub che nei prossimi giorni potrebbero adeguarsi alle disposizioni per consentire l'accesso ed evitare assembramenti

Non solo scuole ma anche teatri, lo stadio San Nicola e altri impianti sportivi e strutture per eventi al pubblico: Bari e la sua provincia si adeguano alle disposizioni del decreto del Presidente del Consiglio con cui si inaspriscono le misure per contrastare la diffusione del Coronavirus in Italia. Una decisione a tutela della salute pubblica che ha, come riflesso, un enorme danno economico per le imprese commerciali, gli operatori culturali e sportivi con tutto l'indotto occupazionale (e non solo) collegato. 

Le norme sono particolarmente severe: lezioni in scuole e università sono sospese fino al prossimo 15 marzo. Gli istituti scolastici e gli atenei resteranno aperti per il personale ata.  Stop anche alle manifestazioni sportive all'aperto, con il Bari calcio costretto, per tutto marzo, a giocare a porte chiuse, così come tutte le altre squadre sportive della città e della provincia. 

La disposizione che impone la distanza di un metro per evitare contatti ravvicinati rende impossibile lo svolgimenti di spettacoli in teatri (già annunciato, ad esempio, dalla Fondazione Petruzzelli fino a inizio aprile), musica dal vivo e non solo: "Le norme del decreto - spiega a BariToday il presidente di Agis Puglia e Basilicata, Giulio Dilonardo - non consentono, ad esempio, di svolgere attività teatrali poiché è impossibile garantire anche abbonamenti e posti assegnati. Per quanto riguarda i cinema, invece, c'è del disorientamento e ci si sta avventurando in varie interpretazioni. A nostro avviso è necessario un chiarimento. Come Agis, però, riteniamo che le attività vadano sospese. Anche in assenza d'interpretazioni, l'attività è compromessa". Per questa ragione l'Agis chiede di "salvaguardare lo stato occupazionale e il sostentamento delle imprese che si trovano già in una situazione critica".

Conseguenze negative anche per negozianti e settore ristorazione

Sul fronte del commercio, il decreto è una mazzata per negozianti, esercenti e ristoratori: "Se sul fronte dell'approvigionamento - afferma a BariToday la presidente di Confesercenti Bari, Raffaella Altamura - non ci sono problemi o carenze di prodotti, come quelli alimentari, le norme introdotte ieri riguardano di riflesso anche noi perché dovremo di fatto adeguarci per l'accesso negli esercizi commerciali e in uffici". In sostanza, bisognerà trovare il modo di evitare calche, ad esempio nei negozi di alimentari frequentati quotidianamente dai cittadini: "In queste ore -  spiega Altamura - stiamo approntando materiale che divulgheremo al più presto, rivolto a tutti. E' chiaro che questa situazione stia già provocando danni, ad esempio per il settore no-food, come l'abbigliamento, in totale difficoltà". 

Da monitorare anche ristoranti e pub: "Anche per loro - afferma Altamura - ci sarà la necessità di affrontare la disposizione riguardante il mantenimento delle distanze di sicurezza garantendo l'igiene dei luoghi con gel igienizzanti". Il disastro più immediato, però, è quello vissuto dagli operatori turistici, con disdette pressoché totali a causa del blocco di numerosi voli e non solo: "Il calo è impressionante, con milioni di euro bruciati in pochissimi giorni. Penso allo stop alle gite scolastiche, che ha portato un crollo notevole per l'indotto legato a questo tipo di turismo. E' vero che la salute pubblica ha una rilevanza prevalente rispetto al resto ma ci auguriamo che vengano disposti provvedimenti immediati per tutelarci. Non c'è stato un coordinamento d'informazioni a livello europeo e internazionale. Ciò ha causato un danno". Per Altamura le prossime due settimane saranno le più calde: "Si tratta di una situazione unica e grave. E' un po' come uno tsunami. Passata questa fase saremo in grado di ripartire".

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