menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Parrucchieri e barbieri chiusi fino a giugno, il grido d'aiuto degli operatori baresi: "Così si favorisce il nero"

A chiedere provvedimenti immediati è Silvia Palattella, presidente del direttivo Acconciatori di Confartigianato Bari, attraverso una lettera in cui spiega la difficile situazione lavorativa e umana in cui versano gli operatori del settore

Un "grido d'aiuto" da parte di parrucchieri e barbieri perchè "abbiamo bisogno di liquidità" e "tre mesi"di chiusure sono "un'eternità": a chiedere provvedimenti immediati è Silvia Palattella, presidente del direttivo Acconciatori di Confartigianato Bari, attraverso una lettera in cui spiega la difficile situazione lavorativa e umana in cui versano gli operatori del settore a seguito del prolungamento delle chisuure, fino al 1° giugno, deciso dal governo a causa dell'emergenza coronavirus. I saloni d'acconciatura, infatti, saranno gli ultimi a ripartire assieme ai centri estetici. Il rischio, spiega Palattella, è che in questo modo possa proliferare il 'nero' in casa, senza garanzie per la salute e il rispetto delle norme per evitare il contagio: "Vogliamo che ci ascoltino, non possiamo tacere - dice Palattella - " con "un mondo parallelo che opera nell'illegalità, operatori sciacalli che, in questo momento approfittano della nostra assenza per prendere il sopravvento, non curanti del male e del rischio a cui vanno incontro loro stessi ma anche le clienti e così anche l'intera comunità,questo mercato  incalza creando un danno economico e sanitario con danni irreparabili e sembra che questo non interessi a nessuno". Un concetto ribadito anche da un altro operatore barese che ha scritto al sindaco Antonio Decaro su Facebook: "Mi reputo un professionista serio - afferma Elio - ed ho sempre rispettato le regole e continuerò a farlo, ma non condivido assolutamente il Dpcm del 27 Aprile. Posticipare l’apertura dei nostri saloni al 1º giugno, non solo fará aumentare il lavoro a domicilio, ma cosa ancor più grave, incrementerà il rischio di contagio, in quanto non verrà garantito alcun protocollo igienico-sanitario, peggiorando così la situazione".

La richiesta di provvedimenti riguarda la quotidianità fatta di zero incassi e bollette da pagare: "Siamo - fa notare Pallattella - lavoratori messi alle strette, ci stanno togliendo la dignità. Ora più che mai devono ascoltarci, paghiamo tasse, competenze, seguiamo le regole facendo tutto ciò che ci viene imposto.Riguardo al  nostro lavoro lo svolgiamo con estrema responsabilità da sempre e oggi più che mai siamo pronti a ripartire più preparati e consapevoli e responsabili  di prima sapendo di  quello a cui andiamo incontro". Di qui una richiesta di liquidità e aiuto immediato "perché non abbiamo soldi, tre mesi sono un'eternità, non possiamo indebitarci prima ancora di ripartire, non abbiamo soldi per poter affrontare il presente e neanche il futuro. La regione, lo stato ci devono ascoltare. Siamo l'ultima categoria ad aprire, la più pericolosa, siamo quella più penalizzata, non abbiamo garanzie, non abbiamo futuro, abbiamo solo debiti, dipendenti che non sapremo se potremo reintegrare, fitti da pagare, tasse, competenze e bollette che incessantemente continuano ad arrivare".

"Noi  - aggiunge Palattella - vogliamo essere ascoltati e aiutati la regione Puglia ,il comune deve dare voce al nostro grido di aiuto. Altrimenti saranno loro i primi responsabili di questo collasso economico per la piccola e media impresa artigiana. Ora piu che mai saremo più tenaci a farci ascoltare e non ci fermeremo. Non abbiamo più nulla da perdere. Lo stato e le istituzioni devono capire che senza un supporto reale e senza debiti non saremo mai nelle condizioni di poter uscire da questa crisi perché ripartiremo e chiuderemo nell'arco di pochi mesi" conclude l'acconciatrice.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BariToday è in caricamento