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"Il virus è tutt'altro che indebolito, serve attenzione per evitare i lockdown": l'appello della dottoressa Chironna

Le parole della responsabile del Laboratorio di Epidemiologia molecolare della Clinica di Igiene del Policlinico di Bari, riferimento in Puglia per l’analisi dei tamponi: "Non siamo ancora tornati alla normalità"

"Sei i casi dovessero ulteriormente aumentare, anche se si tratta di giovani, per forza di cose le forme sintomatiche sarebbero più frequenti e il virus, tutt’altro che indebolito, potrebbe portare ancora in rianimazione molte persone": è l'appello, su Facebook, di Maria Chironna, responsabile del Laboratorio di Epidemiologia molecolare della Clinica di Igiene del Policlinico di Bari, riferimento in Puglia per l’analisi dei tamponi, dopo l'aumento dei casi di covid-19 nella regione, registrato da diversi giorni.

"Certo - aggiunge - , le forme più gravi si verificano prevalentemente in soggetti più avanti con l’età e con comorbidità, ma qualcuno dovrebbe recuperare la 'vista'. Chi affermava con spocchiosa sicumera che le rianimazioni e i reparti Covid19 fossero ormai vuoti dovrebbe rivedere le proprie posizioni. Solo gli stolti non cambiano mai idea, recita più o meno una nota citazione. Si può sempre sbagliare, l’importante è non intestardirsi di fronte all’evidenza. Con questi numeri siamo ancora ampiamente in tempo per mettere in campo misure di contenimento perché un nuovo lockdown generalizzato non ce lo possiamo permettere ma lockdown locali, in determinate situazioni, sono previsti, eccome. E ciò anche per consentire a tutta la popolazione di avere accesso alle cure, un sacrosanto diritto che potrebbe non essere garantito se l’epidemia dovesse riprendere in modo incontrollato. Ci sono persone che hanno necessità di assistenza indifferibile. Questo diritto deve essere garantito anche ai tempi del Covid19. E non è tollerabile che comportamenti irresponsabili, complici anche una grande confusione informativa e normativa, mettano di nuovo in ginocchio il Ssn, per quanto, sulla carta, potenziato. Serve responsabilità".

"L’emergenza pandemica  - rimarca la dottoressa - ha messo in evidenza, ancora una volta, come regione che vai regola diversa che trovi. È tempo di riflettere e intervenire sul tema delle autonomie regionali. E porre rimedio a queste insensate differenziazioni. In Basilicata così come in Puglia o in Lombardia devono valere le stesse regole. Siamo ancora in piena emergenza pandemica, ma qualcuno lo dimentica. Settembre-ottobre saranno un banco di prova importante per il paese e per la nostra regione, per il Ssn e per il Ssr. C’è da gestire l’apertura delle scuole, delle università delle attività produttive. E non vi sono certezze su come andrà. Bisogna essere onesti prima di tutto. Non siamo tornati alla normalità e bisogna navigare a vista, cambiando continuamente rotta, se necessario. Qualcuno si ostina a pensare che nulla sia accaduto e che tutto è sotto controllo. Non è onesto affermare ciò e deve prevalere il criterio di massima prudenza. La pandemia ha fatto emergere contraddizioni di portata mondiale. Bisogna rivedere la scala delle priorità. Non ci sono ricette pronte ma servono indicazioni univoche basate sulle migliori evidenze scientifiche e uniformità delle regioni nell’assunzione di decisioni. Evitare assembramenti vuol dire evitare assembramenti, costi quel che costi, fosse pure la chiusura di alcune attività. Siamo un paese in cui fatta la regola trovata la deroga o l’inganno. Tanto chi controlla? Non è più tollerabile nel tempo in cui viviamo. Rispettare le regole è segno di civiltà.

"La salute - conclude Chironna -  viene prima di tutto. Non c’è ombra di dubbio. E se devono essere protetti dalle conseguenze del coronavirus i più fragili, gli anziani, le persone ammalate, devono essere imposte regole ai più forti e ai sani. Con coerenza e motivazioni convincenti. Altrimenti è egoismo. È darwinismo sanitario e sociale. Roba da trogloditi e non da società moderne e solidali. E la libertà al tempo del Covid19 ha un prezzo. Che non è affatto insostenibile: mascherine, distanziamento, lavaggio delle mani".

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