Cronaca

La Puglia respira: incidenza casi più bassa dopo 208 giorni, si svuotano terapie intensive e reparti Covid

Sono scesi al 19% i posti letto occupati nei reparti di rianimazione, quelli in area medica al 24%. Dati che consolidano ulteriormente la zona gialla. Per il passaggio in zona bianca occorre una incidenza di massimo 50 casi per 100mila abitanti per tre settimane consecutive

Se tre indizi fanno una prova, figuriamoci cinque. Cinque sono infatti le settimane consecutive nelle quali la Puglia ha fatto registrare un calo dell'incidenza, dei positivi e del tasso di positività. 

Per la prima volta dall'inizio dell'anno, il periodo di sette giorni preso in considerazione dalla Cabina di Regia dell'Istituto Superiore di Sanità, presenterà una incidenza inferiore ai 100 casi per 100mila abitanti.

Dopo l'ultimo bollettino diramato dalla Regione, infatti, la Puglia ha chiuso il periodo 14-20 maggio con 2933 casi e una incidenza di 74,7 casi per 100mila abitanti. Si tratta del dato più basso del 2021, nonché del valore più piccolo registrato negli ultimi 208 giorni. Per trovare una incidenza più bassa, bisogna risalire al 24 ottobre scorso, quando la seconda ondata era solo nelle sue fasi iniziali. 

Anche il rapporto tra tamponi e positivi continua la sua discesa: nelle ultime cinque settimane di riferimento, il tasso di positività è passato dall'11,2% del periodo 16-22 aprile, al 4,8% del periodo 14-20 maggio. 

Numeri che certificano ampiamente la regressione del virus, in Puglia come nel resto della nazione. La conferma è arrivata anche dall'ultimo monitoraggio di Gimbe, relativo al periodo 12-18 maggio, durante il quale si è evidenziato un calo complessivo del 30,9% per i nuovi casi e del 21,3% dei decessi, oltre a un costante allentamento della pressione sui reparti ospedalieri. 

E a proposito di occupazione di posti letto, continua la discesa repentina della curva sia per l'area medica che per la terapia intensiva. Già nella giornata di ieri, i posti in area medica occupati in Puglia sono scesi sotto quota 1000 e attualmente sono 916. Un dato che quasi fa impressione se parametrato ai 2029 positivi rilevati lo scorso 7 aprile, quando il tasso di occupazione era giunto al 54%. Discorso analogo per i reparti di rianimazione: dopo il lieve aumento di ieri (+3 ricoverati) i positivi in terapia intensiva oggi sono scesi a 111, con un tasso di occupazione del 19% (il più basso dell'anno). 

Nell'ultimo decreto Draghi sulle riaperture, com'è noto, sono stati rivisti anche i criteri che determinano i colori delle regioni. Per esempio, per garantirsi la permanenza in zona gialla è fondamentale avere una incidenza tra i 50 e 150 casi per 100mila abitanti, oppure un valore pari o superiore a 150 e inferiore a 250 casi in aggiunta a un tasso di occupazione dei posti letto in area medica uguale o inferiore al 30% o dei posti letto in terapia intensiva uguale o inferiore al 20%. Dunque, gli attuali dati in Puglia consolidano ulteriormente l'attuale status di regione gialla. 

Per la zona bianca, invece, occorrerà attendere almeno un mese. Come deciso dal Governo, si entra in zona bianca solo con una incidenza settimanale di contagi inferiore ai 50 casi ogni 100mila abitanti, ma è fondamentale mantenere questo valore per tre settimane consecutive. La situazione in Puglia, pur essendo in progressivo miglioramento è ancora lontana dagli standard richiesti per l'ingresso in zona bianca, che garantirebbe un ulteriore allentamento delle restrizioni (fermo restando l'obbligo di mascherina) nonché l'eliminazione del coprifuoco. Già a partire dal 1° giugno alcune regioni italiane potrebbero colorarsi di bianco, tra queste non potrà esserci la Puglia. 

Detto in parole povere, la Puglia potrebbe sperare di entrare in zona bianca a partire da lunedì 14 giugno, solo se nei periodi 21-27 maggio, 28 maggio-3 giugno e 4-10 giugno l'incidenza risultasse inferiore ai 50 casi (fonte foggiatoday).

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