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L'estate pugliese secondo Lopalco: "Sereni ma con prudenza. Seconda ondata covid? Rischio teorico ma siamo pronti"

L'epidemiologo ad Askanews: "Dobbiamo valutare l'effetto delle riaperture sulla circolazione del virus, e ancora dobbiamo aspettare per avere questo tipo di informazione almeno fino alla fine di giugno"

"Dobbiamo prepararci" in ogni caso alla seconda ondata del Covid-19. Ad affermarlo, ad Askanews, è Pierluigi Lopalco, a capo della Task Force Epidemiologica della Regione Puglia.  "Il rischio della seconda ondata è un rischio teorico - dice. Osservando tutte le epidemie del passato, due ondate pandemiche sono state quasi la norma. Non solo, se noi osserviamo l'andamento dei coronavirus in generale, vediamo che hanno un andamento stagionale: ad ogni stagione si ripetono delle ondate di infezioni, che nel caso dei normali coronavirus umani, che già conosciamo, sono poco più che raffreddori. Quindi mettendo insieme queste evidenze, che sono delle osservazioni storiche, possiamo dire che la probabilità che ci sia una seconda ondata esiste. Quanto sia elevata questa probabilità, possiamo dirlo soltanto dopo un'attenta osservazione della circolazione del virus durante l'estate".

"Noi ora - continua il professor Lopalco - ci troviamo in una condizione che è unica, anche rispetto al passato: nelle pandemie del passato non c'è mai stata una sorveglianza fra le due ondate, e soprattutto non è stata mai fatta una sorveglianza sugli asintomatici. Quindi non si poteva sapere quale fosse la circolazione del virus prima che si presentasse la seconda ondata. Riguardo ai coronavirus è la stessa cosa: noi d'estate non sappiamo il coronavirus che fine faccia, il raffreddore d'estate dove circola? E in che popolazione circola? Noi ora siamo nella condizione di avere messo su un sistema di sorveglianza capillare e una rete di laboratori tale che ci permette di scoprire le tracce del virus anche negli asintomatici e potremmo così fare questo tipo di valutazione, scoprire dove il virus si nasconde". Come sarà, dunque la nostra estate? "Ora, per prima cosa, dobbiamo valutare l'effetto delle riaperture sulla circolazione del virus, e ancora dobbiamo aspettare per avere questo tipo di informazione almeno fino alla fine di giugno. Alla fine di giugno vedremo se ci sarà o meno un aumento dei casi. E' molto probabile che la stagionalità ci aiuti, quindi è probabile che non avremo un aumento evidente dei casi. Se anche non dovessimo osservare alcun aumento del numero dei casi conseguente alle riaperture, continuiamo ad osservare, continuiamo comunque il monitoraggio perché attraverso il monitoraggio potremo vedere dove va a nascondersi il virus, e quando ritornerà il freddo possiamo essere pronti". In queste settimane si sta analizzando in maniera super approfondita l'andamento dell'epidemia: "Dobbiamo osservare il comportamento di questo virus, è la prima volta che ci confrontiamo con un Sars coronavirus, che circola anche in una popolazione con pochi sintomi o di asintomatici. E' un virus nuovo e dobbiamo osservare il suo comportamento. Non abbiamo ancora delle evidenze forti che ci possano far prevedere quello che succederà. In base ai dati storici e alle conoscenze più in generale sui virus respiratori di questo tipo, possiamo dire che una seconda ondata invernale è probabile". "Per il momento - aggiunge - dobbiamo mantenere questo livello di prudenza - mascherine, distanziamento e igiene delle mani - è una situazione che deve evolvere con un monitoraggio serio del comportamento del virus sul campo. Perché da una settima all'altra potremmo avere evidenze diverse e dover prendere anche decisioni diverse".

Per Lopalco, infine, le riaperture delle scorse settimane ormai non cambiano molto il quadro della situazione, "ormai la concentrazione delle persone e lo scambio sociale sono già ad un livello molto alto. Non credo che l'apertura di questa o quella attività possa influenzare ormai la circolazione del virus. Tutto dipende sempre dal comportamento che si tiene. Se monitoriamo vederemo se e come la situazione cambia. Bisogna prendere delle decisioni sulla base dell'evidenza. Non possiamo dire di aver lasciato il virus alle spalle, abbiamo lasciato alle spalle la prima ondata". Quindi "passiamo un'estate sereni, ma con prudenza" conclude l'epidemiologo.

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