Cronaca

Coronavirus, messe sospese fino al 3 aprile. Stop a matrimoni e processioni, rito delle esequie al cimitero

I provvedimenti annunciati in un comunicato della Curia diocesana, dopo il nuovo decreto 'anti-contagi' del governo e le dichiarazioni dell'Ufficio Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana

Foto Wikipedia

Dal 9 marzo al 3 aprile non si potranno celebrare le Sante Messe feriali e festive, né altre celebrazioni come processioni, celebrazioni nuziali e funerali, con presenza di persone. Il solo rito delle esequie dovrà essere celebrato direttamente presso il Cimitero.

E' quanto comunica in una nota la Curia diocesana, "in seguito al Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo 2020 e alla Dichiarazione dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana". Un comunicato ufficiale  - è detto ancora nella nota - sarà fornito dalla Conferenza Episcopale Pugliese che si riunisce nella mattina di domani.

Le chiese resteranno aperte e disponibili alla preghiera personale, soprattutto per l’adorazione eucaristica personale. La curia diocesana comunica inoltre che non si terranno i pellegrinaggi alla Beata Vergine dell'Odegitria che erano in programma.

Le disposizioni ufficiali della Conferenza Episcopale Pugliese

Le misure sono state confermate ufficialmente dalla Conferenza Episcopale Pugliese, riunitasi della giornata di lunedì a Bitonto. Nelle sue indicazioni, i vescovi raccomandano che "i presbiteri celebrino l’Eucaristia in privato ed invitino i fedeli a pregare personalmente o in famiglia, meditando la Parola di Dio; non siano celebrati funerali in chiesa e si benedica la salma del defunto direttamente al cimitero con le preghiere rituali dell’“l’ultima raccomandazione e commiato”; le chiese rimangano aperte per la preghiera personale. Si garantisca ai fedeli la possibilità di tenere la distanza di almeno un metro l’uno dall’altro; siano sospese le feste patronali, le processioni, le stazioni quaresimali e qualsiasi altra manifestazione".

"Nel dare queste norme  - si legge nella nota - siamo consapevoli di invitare il popolo di Dio ad un “digiuno” forzato dall’Eucaristia, ma siamo anche fiduciosi che non mancherà a nessuno il nutrimento della Parola di Dio e della preghiera personale e che questo grande sacrificio potrà contribuire a tutelare la salute di tutti i cittadini. Mentre siamo vicini a quanti stanno soffrendo per la perdita di una persona cara o sono stati colpiti dal coronavirus, esprimiamo apprezzamento e sostegno al personale sanitario che in queste ore si sta spendendo generosamente nella cura dei malati. Il Signore sostenga il suo popolo nella prova per intercessione della Beata Vergine Maria Regina Apuliae".

(Ultimo aggiornamento 09/03/2020)

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