Tute arrivate dalla Cina "inutili a proteggere gli operatori sanitari", la denuncia dell'Ordine degli infermieri di Bari

Il riferimento è alle tute modello Iwode. La replica della Regione Puglia: "Sono le stesse utilzizate a Wuhan, in Cina e in altre zone del mondo per combattere la pandemia"

Immagine di repertorio

Le tute da lavoro "appena arrivate dalla Cina" e distribuite al personale infermieristico, medico e di supporto attivo nelle unità di cura dell'area sarebbero "utilizzabili solo per la protezione meccanica e non riparano dal rischio di contaminazione biologica". A denunciarlo è il presidente dell'Ordine delle Professioni Infermieristiche della provincia di Bari, Saverio Andreula, che ha reso note "numerose segnalazioni" a lui giunte.

Il riferimento è alle tute modello Iwode: "Queste - aggiunge Andreula -, assegnate al personale sanitario delle unità operative dell'area Covid 19 – aggiunge – sono state utilizzate in Cina per le sole attività di sanificazione degli ambienti e sono inutili per proteggere dal contagio i sanitari e, per di più, quelle tute non sono presenti nell'elenco dei dispositivi medici certificati dall'Inail”. A giudizio di Andreula sarebbe bastata una semplice traduzione letteraria delle indicazioni presenti sulla confezione per capire che quelle tute sono inutilizzabili “per il contenimento del rischio biologico a cui è esposto il personale sanitario che opera direttamente nelle aree di degenza” aggiunge Andreula.

Al danno, spiega ancora il presidente dell'Opi Bari, si aggiunge la beffa dei calzari fabbricati in proprio, dal personale sanitario, con le “buste dell'immondizia”..Andreula ha inoltrato una lettera diffida tra gli altri anche al Direttore generale del Policlinico di Bari affinché non vengano consegnate al personale sanitario queste tute poiché "ciò determinerebbe una palese violazione di legge poiché pone in
serio rischio da contaminazione i lavoratori ignari del pericolo".

La replica della Regione: "Le stesse tute utilizzate a Wuhan"

Sulla questione è intervenuta la Regione Puglia con una nota del dirigente della Protezione Civile, Mario Lerario: “Le tute acquisite dalla Cina, consegnate con il volo aereo del 7 aprile, sono le stesse utilizzate dal Governo cinese per combattere la pandemia COVID-19 a Wuhan, ma anche nel resto del Paese ed in altri luoghi nel mondo. Si tratta di dispositivi di protezione individuale prodotti per il mercato cinese, che rispondono a standard (GB 19082-2009), sovrapponibili a quelli europei (EN 14126 per cat. 4-5-6). Tanto è stato relazionato dai tecnici incaricati per gli aspetti di sicurezza sanitaria nell'ambito della struttura di supporto per l'emergenza Covid-19 costituita dalla Regione Puglia".

"La mancanza del marchio CE, dovuta ad evidenti motivi geografici (le tute non erano originariamente destinate all’esportazione e solo la richiesta della Regione Puglia e l’accordo con il Governo Regionale del Guandong le ha rese disponibili) è superata - aggiunge Lerario -dalle disposizioni di emergenza adottate nel contesto emergenziale dalla Protezione Civile ed anche dalle stesse Raccomandazioni della Commissione Europea 2020/403 del 13 marzo 2020 "sulle procedure di valutazione della conformità e di vigilanza del mercato nel contesto della minaccia rappresentata dalla COVID-19". In tale documento si dà atto della "possibilità che gli Stati membri autorizzino deroghe alle procedure di valutazione della conformità", inoltre "Anche i DPI o i dispositivi medici privi della marcatura CE potrebbero essere valutati e far parte di acquisti organizzati dalla autorità competenti degli Stati membri, purché sia garantito che tali prodotti siano resi disponibili unicamente agli operatori sanitari".

La Regione precisa che le "tute acquisite sono identiche a quelle che ordinariamente sarebbero state disponibili sul mercato regionale e nazionale per la gestione della pandemia, ma che a causa dell’emergenza in corso non sono in alcun modo disponibili sul mercato regionale e nazionale. Pertanto, stante la totale mancanza di dispositivi di sicurezza ed in particolare di tute di protezione per il personale sanitario, e verificata l'impossibilità di reperire tali materiali in Italia e neanche in Europa come è noto, si è determinata una situazione estrema di necessità ed urgenza. In detto contesto l'Unità di Crisi della Regione Puglia ha inteso operare secondo buon senso, disponendo la distribuzione delle tute protettive che, a parte l'aspetto formale della mancanza del marchio, rispondono pienamente alla funzionalità richiesta. Immediatamente sono state avviate le procedure formali presso l'INAIL per ottenere il riconoscimento dei DPI, ed è stato  richiesto ai tecnici e consulenti della struttura di supporto di effettuare ogni ulteriore test di verifica. Ad ogni buon conto le tute di protezione sono atte a ridurre il rischio e proteggere gli operatori sanitari e la loro mancanza avrebbe creato alti rischi per il personale o in alternativa avrebbe bloccato completamente le attività sanitarie. Le tute arrivate dalla Cina in Puglia sono state inviate in una certa quantità anche alla Protezione Civile Nazionale per fronteggiare la carenza in altre regioni d’Italia”. conclude Lerario.

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