Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca Murat / Corso Cavour

Gran caffè Saicaf, domani saracinesche abbassate?

La Ripartizione attività produttive del Comune di Bari incassa, per mano della municipale, la lettera che conferma l'avvenuta consegna della notifica di chiusura al nuovo gestore della struttura, la Sodal srl. Alcune difformità nella ristrutturazione alla base del provvedimento amministrativo

 Ora che la lettera è nelle mani del dirigente della Ripartizione Attività produttive, ci chiediamo: cosa ne sarà del Gran caffè Saicaf? Perché in ballo c’è il rischio che domani l’esercizio debba tenere le saracinesche chiuse.

Stamattina, il numero uno del settore comunale, Nicola Marzulli, ha ricevuto, per mano della municipale, la lettera che conferma l’avvenuta consegna della notifica di chiusura direttamente al nuovo gestore dello storico Bari di corso Cavour, Sossio D’Alonzo, legale rappresentante della Sodal srl, la società che lo scorso anno ha rilevato il locale ristrutturandolo e inaugurandolo, dopo una spesa di 1,5 milioni di euro, solo 2 mesi fa.

Ma da dove parte questa storia? Ricapitoliamo. La scorsa settimana, un’ordinanza della Ripartizione Attività produttive del Comune di Bari, inviata a D’Alonzo, ha imposto la chiusura del bar del murattiano. Il provvedimento, firmato proprio da Marzulli, ha preteso dai gestori (subentrati alla stessa Saicaf) la chiusura del locale a causa di alcune difformità scoperte dopo i lavori di ristrutturazione: opere edilizie non conformi ai permessi richiesti, attività di somministrazione di alimenti e bevande non autorizzata, e presunto taglio di due alberi dal marciapiede probabilmente per l’installazione un gazebo. La società aveva tre giorni di tempo per presentare agli uffici comunali la documentazione cartacea richiesta. Pena: la chiusura.

E la chiusura, ora, potrebbe proprio arrivare domani. Stamattina, infatti, il dirigente ha trovato sulla sua scrivania il documento che certifica la consegna del provvedimento di chiusura. Ha chiarito, poi, di non aver ricevuto nulla dalla società.

Insomma, i giochi sarebbero fatti. Sempre se domani mattina non arriva il ‘colpo di scena’ che potrebbe tradursi o in un immediato ricorso al Tar, o in saracinesche aperte e attività a pieno regime. E se dovesse verificarsi quest’ultima ipotesi, cosa succederà?

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