Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca Murat / Corso Cavour

Corso Cavour, i venditori del mercatino multietnico in Procura

Alla luce delle nuove notizie sull'inchiesta Degennaro, i 17 commercianti hanno denunciato stamattina la Dec per 'abuso di potere' nell'ambito della costruzione del nuovo parcheggio interrato

“Ora sì che abbiamo capito perché tutta questa fretta nel farci smantellare la struttura”. Gianni Volpe, rappresentante dei 17 commercianti che hanno dovuto abbandonare il Mercatino di corso Cavour il 20 febbraio scorso, dopo le nuove indiscrezioni provenienti dagli organi di stampa sull’inchiesta Degennaro, si definisce “veramente arrabbiato”. Per questo stamattina, con il supporto dei propri legali, ha deciso di portare, a nome di tutti i venditori della struttura, le carte in Procura e denunciare la Dec per ‘abuso di potere’

La decisione arriva a 24 ore dalla diffusione di notizie riguardanti il fascicolo che ha messo ai domiciliari sette persone tra cui i fratelli Daniele e Gerardo Degennaro e alcuni dirigenti comunali e regionali. Secondo gli inquirenti, “la cricca degli appalti avrebbe truccato anche il concorso per corso Cavour”. Per la procura di Bari, infatti, i “Degennaro avevano cominciato a fare combutta con gli uffici tecnici comunali per la realizzazione del parcheggio di corso Cavour”. Proprio laddove c’erano da anni i venditori con le loro bancarelle.

Ed è questo il punto che ha mandato su tutte le furie i commercianti del Mercatino. “Saremmo potuti rimanere più a lungo su quell’area. Invece ci hanno mandato via per fare i loro interessi”. Insomma, alla luce di queste novità giudiziarie, forse il commento del venditore potrebbe avere delle basi solide: “L’intreccio tra imprenditori edili e politici locali ci lascia veramente senza parole. Le vittime di tutto questo siamo noi che ad oggi non sappiamo ancora dove piazzarci e come dare nuova vita alle nostre attività”. E sì, perché dal 20 febbraio questi commercianti  sono senza ‘casa’, nel senso che non hanno avuto ancora una nuova collocazione: “Ci hanno proposto, come soluzione alternativa, sia piazza Balenzano (al quartiere Madonnella - ndr) che l’ex Manifattura (al Libertà - ndr). La cosa per noi è improponibile visto che le nostre proposte commerciali sono totalmente differenti dai ciò che si vende in quei mercati”.

 

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