Venerdì, 6 Agosto 2021
Cronaca Murat

San Nicola, il corteo storico attraversa la città: Bari ricorda le gesta dei marinai

Tra qualche goccia di pioggia e i soliti diverbi per conquistare un posto in 'prima fila', anche quest'anno Bari medievale sfila per raccontare l'arrivo in città delle spoglie del Santo di Myra

I festeggiamenti per il santo patrono entrano nel vivo, e come ogni anno arriva il momento del corteo che ricostruisce l'arrivo di San Nicola sulla Caravella a Bari. Già l'anticipazione della festa medievale che si è tenuta ieri nel Borgo Antico per il secondo anno, ha spostato l'attenzione dalle luminarie alla ricostruzione storica dei fatti che portarono nel capoluogo pugliese l'attuale Santo Patrono;  con il corteo però si entra nel vivo della festa, quella tradizionale, che ha preso il via con la messa tenutasi a San Giorgio.

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Il quadro del santo ha così viaggiato per mare fino al molo Sant'Antonio dove alcuni figuranti lo attendevano per portarlo poi nella caravella che aspettava in Piazza Castello. Seicento quest'anno gli attori voluti dal regista Nicola Valenzano per un corteo ancora più imponente dello scorso anno e con una presenza femminile più cospicua. Invariati invece rimangono la partenza e il percorso, che dal Castello Svevo con la sua imponenza trascina tutti pellegrini e baresi arrivati dalla provincia, ma anche da più lontano, per qualche minuto nel Medioevo.

Se infatti l'anticipazione della festa medievale poteva contare sulla suggestione degli stretti vicoli di Bari Vecchia, il corteo con la sua maestosità non può adattarsi alle strette vie del centro storico, e poi San Nicola è anche il protettore della zona nuova, e così gli abiti attentamente curati anche quest'anno da Spezzacatene, creano il perfetto contrasto tra i palazzi più moderni e il folto gruppo di cavalieri, percussionisti, preti etc. appena teletrasportato nella nostra epoca, che nonostante tutto non si fanno distrarre dagli schiamazzi del pubblico, dalle gocce di pioggia e dalla luce dei flash, ma determinati come pochi, vanno avanti nell'omaggiare quel Nicola che da Myra ha fatto un lungo viaggio in quella che da quel momento in poi è diventata la sua terra d'adozione.

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In un momento in cui lo ius soli è all'ordine del giorno nell'agenda politica, la storia di un integrazione post-mortem ottimamente riuscita, sembra cascare proprio a pennello e forse ci racconta molto più che la storia dei marinai, ma ci parla di una Bari che tra scambi commerciali e marittimi si è scelta il santo protettore dei forestieri per rivendicare, magari una sua propensione all'integrazione.

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