Costa Ripagnola, interviene la Serim: "Nessuna cementificazione selvaggia nell'area ". Lista civica la candida a bene Unesco

L'azienda che sta curando il progetto di riqualificazione tanto discusso è intervenuto con una nota: "Recupereremo un'area archeologica importante"

Continua a essere al centro del dibattito la Costa Ripagnola, l'area tra Mola, Polignano e Conversano al centro di un progetto di riqualificazione privata a cui i comitati locali si stanno opponendo, chiedendo che invece sia trasformato in parco naturalistico.  A difendere la bontà degli interventi in programma è stata, attraverso una nota, la Serim, l'azienda che ha curato il progetto di riqualificazione e valorizzazione dell tratto costiero: "Tale intervento, in cui non sono previste opere invasive né fantomatiche cementificazioni - spiegano gli avvocati Giuseppe Chiaia Noya e Adriano Garofalo - consentirà la tutela di un’area archeologica di notevole importanza in  cui ricadono due grotte del neolitico, e il solo recupero di alcuni trulli destinati al c.d. turismo rurale mentre la totalità dell’area manterrà la destinazione agricola, nel rispetto di quanto prevede il PRG vigente del comune di Polignano, alla pari di quanto accade in altre Aree naturali".

"Rigida procedura di verifica ambientale superata"

Un intervento, come assicurano anche dall'azienda, che "è stato regolarmente autorizzato dagli enti preposti, tra cui Regione, Comune e Soprintendenza secondo quanto prevedono le norme in materia urbanistica, paesaggistica ed ambientale". Un percorso tecnico e amministrativo iniziato nel 
2008, che ha visto il superamento di una rigida istruttoria ambientale culminata con il rilascio del provvedimento autorizzatorio unico regionale a marzo scorso, documento che comprende il giudizio di compatibilità Ambientale rilasciato dalla Sezione Autorizzazioni Ambientali della Regione Puglia e l’Autorizzazione Paesaggistica rilasciata dalla Sezione Paesaggio della Regione Puglia visto il parere della Soprintendenza Archeologia, Paesaggio e Belle Arti, cui ha fatto seguito il  Permesso di Costruire da parte del Comune di Polignano a Mare. Il tutto "al termine di una conferenza di servizi - assicurano i due avvocati -
durata diversi mesi in cui chiunque ha potuto dire la sua e nella quale, soprattutto, sono state operate valutazioni tecniche che non possono essere oggi sminuite e poste nel nulla da soggetti istituzionali diversi da chi era (ed è) deputato ad esprimerle". Insomma, nessuna cementificazione selvaggia come raccontano i comitati che si sono opposti agli interventi, ma un intervento che rispetta l'ambiente e la vocazione degli spazi, tanto che "Serim, contrariamente ad altri, è l’unica su un vasto tratto di costa - conclude la nota - a concedere il libero accesso pedonale al mare dopo aver recentemente eliminato gli ingressi abusivi alle auto e il continuo parcheggio selvaggio sulla costa in aree sottoposte a tutela".

La petizione

Quel che è certo è che i comitati non sono d'accordo con quanto dichiarato dall'azienda e continueranno a dare battaglia per la realizzazione di un parco, come hanno fatto presente anche nell'ultimo incontro con il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. E c'è anche chi, come la lista civica 'Progetto Bari' (che alle ultime elezioni ha sostenuto il sindaco Decaro) ha candidato l'area di Costa Ripagnola a bene protetto dall'Unesco, lanciando una petizione su Change.org. E le motivazioni che spingono alla candidatura sono spiegate nel testo della petizione indirizzata al Ministero delle Attività e dei Beni culturali e al Ministero dell'Ambiente:

Noi riteniamo che quel tratto di costa risponda a più di uno dei criteri fissati nelle linee guida Unesco per essere considerato di eccezionale valore universale ed essere meritevole di diventare il 55mo sito italiano e il 1093mo nel mondo. Infatti in quel tratto di costa, il paesaggio evoca una profonda e antica interazione tra l’uomo e il suo ambiente. In questi luoghi si riflette la relazione che si è sviluppata nel tempo tra i diversi tipi di terreno e la varietà delle coltivazioni, cosi da offrire un panorama di grande armonia ed equilibrio estetico del paesaggio, per la varietà architettonica e storica degli elementi costruiti associati alle attività di produzione agricola: le architetture rurali con le recinzioni degli spazi destinati alla residenza e al lavoro, la pavimentazione degli spazi aperti residenziali o produttivi (aia), i muretti a secco, i sistemi di canalizzazione, irrigazione e approvvigionamento idrico (molini d’acqua), i sistemi di contenimento dei terrazzamenti, i ricoveri temporanei (trulli) anche in strutture vegetali o grotte e i segni della religiosità locale (ipogei) e la particolare vegetazione inserite in un paesaggio naturale mozzafiato. Tutto ciò rappresenta una testimonianza unica e straordinaria.

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