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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Stop alle mascherine all'aperto e via libera alle discoteche, cosa cambia da oggi. Visite dei familiari in ospedale: per l'ok c'è una data

Cosa cambia da oggi 11 febbraio: cade l'obbligo di indossare i dispositivi di protezione all'aria aperta, ma non nei luoghi chiusi. Riaprono anche le da ballo (ma molti locali rinvieranno la ripartenza). Novità in arrivo anche per l'accesso dei parenti in ospedale

L'ok alla riapertura delle discoteche (anche se nel Barese a ripartire, almeno per ora, saranno in pochi), e lo stop all'obbligo di indossare le mascherine all'aperto. La giornata di oggi, 11 febbraio, segna un primo passo verso l'allentamento delle restrizioni Covid. Nel cronoprogramma tracciato dal governo ci sono anche altri punti che sembrano già piuttosto definiti (come la ripresa, dal 10 marzo, delle visite ai parenti in ospedale), mentre altri restano ancora più incerti (come lo stop alle mascherine al chiuso, e possibili allentamenti sul green pass entro il 31 marzo).

Stop alle mascherine all'aperto: cosa cambia da oggi

Ma vediamo innanzitutto cosa cambia da oggi. Con l'ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, cade dunque l'obbligo di indossare le mascherine all'aperto, ma è comunque previsto che anche in zona bianca vengano sempre portate con sé e restino obbligatorie in caso di assembramenti. Come ricorda Today.it, nell'ordinanza sulle mascherine del ministro della Salute si legge che "fino al 31 marzo 2022 è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private". Il provvedimento specifica inoltre che l'obbligo "non sussiste quando, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantito in modo continuativo l’isolamento da persone non conviventi. Sono fatti salvi, in ogni caso, i protocolli e le linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché le linee guida per il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici o aperti al pubblico". "Le disposizioni sull’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie - prosegue il documento - sono comunque derogabili esclusivamente in applicazione di protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico". Si precisa inoltre che l'uso della mascherina "integra e non sostituisce le altre misure di protezione dal contagio". Obbligatorio, fino al 31 marzo, portare sempre con sé la mascherina e indossarla anche all'aperto in caso di assembramento, secondo quanto prevede l'ordinanza.

"Mascherine al chiuso almeno fino all'estate"

Ma cosa succederà dopo il 31 marzo? Alcuni esperti avvertono: è troppo presto per eliminarle con questa circolazione del virus e la variante Omicron. "Le mascherine al chiuso dovremo tenerle almeno fino all'estate" dice Walter Ricciardi, consigliere scientifico del ministro della Salute. "Ora le togliamo all'aperto ma con la cautela di portarle con sé e, nel momento in cui anche all'aperto ci sia un assembramento o un ravvicinamento, di indossarle. Questo - ammonisce lo scienziato - non è stato enfatizzato abbastanza. Quando uno sta da solo in mezzo alla strada, al momento con questa circolazione del virus non c'è pericolo, ma nel momento in cui c'è un assembramento sì". "E a maggior ragione al chiuso, dove è una follia togliere le mascherine - avverte Ricciardi - perché questa variante è straordinariamente contagiosa e infettiva e, nel momento in cui c'è un soggetto suscettibile che non è vaccinato, oppure non è protetto anche se vaccinato, si prende il virus sicuramente. Quindi al chiuso non se ne parla proprio: le mascherine vanno portate ancora per un periodo di tempo".

Visite in ospedale di 45 minuti dal 10 marzo

Se al questione mascherine al chiuso resta ancora da definire, un altro punto sembra invece già stabilito: dal 10 marzo si potrà tornare a far visita per 45 minuti al giorno ai propri cari ricoverati in ospedale. A prevederlo, ricorda Today.it, è un emendamento al decreto legge 221 approvato ieri dall'Aula del Senato. Come per le Rsa l'accesso sarà consentito solo ai possessori del Super Green Pass e con le mascherine Ffp2. "Oggi i familiari possono entrare solo nelle sale d'attesa e con durate molto variabili", specifica la prima firmataria, Annamaria Parente. Il decreto dovrà essere approvato entro il 22 febbraio, ma la strada sembra segnata.

L'ipotesi dello stop all'isolamento per i positivi

Si tratterebbe di un passo chiave, ma per il momento ancora lontano. A proposito di questa prospettiva, il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, si è sbilancia affermando "che anche noi, come il Regno Unito, arriveremo alla revoca dell'obbligo di isolamento dei positivi, inizialmente solo se asintomatici", che dovrebbero però portare la mascherina Ffp2 fino alla negativizzazione. Ma le condizioni sarebbero ancora lontane: secondo quanto riporta Today.it, infatti, il governo non intende compierlo fino a che il numero di contagi non scenderà almeno a 50 casi settimanali ogni 100 mila abitanti, valore di incidenza sotto il quale è possibile riprendere a fare efficacemente (in teoria) il tracciamento. Al momento però l'incidenza è ancora a quota 970, ma continuando di questo passo l'obiettivo potrebbe essere centrato, secondo la Stampa, ad aprile, a inizio primavera.

(foto archivio Ansa) 

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