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Ferrovie Sud Est e il crac da 230 milioni: i conti dell'azienda "tessere di un puzzle impazzito"

Nel corso del processo la testimonianza dell'ex commissario Viero, per quasi due anni alla guida della società di trasporti poi acquistata da Ferrovie dello Stato

"Tessere di un puzzle impazzito e sparpagliato" da mettere insieme. Così l'ex commissario di Ferrovie Sud Est, Andrea Viero, ha definito i conti dell'azienda all'indomani del commissariamento dopo i venti anni della gestione Fiorillo.

Viero, alla guida dell'azienda per quasi due anni - prima come commissario poi come presidente dopo il passaggio a Ferrovie dello Stato - è stato sentito come testimone nell'ambito del processo sul crac da 230 milioni di euro della società di trasporti.

Nel procedimento, relativo a fatti avvenuti tra il 2001 e il 2015, anno di commissariamento dell'azienda, sono imputate 15 persone, tra cui Luigi Fiorillo, già commissario governativo, legale rappresentante e amministratore unico della società, oltre a funzionari e consulenti di Fse e imprenditori. Le accuse sono, a vario titolo, di bancarotta fraudolenta documentale, societaria e patrimoniale, di dissipazione e distrazione di fondi. 
 

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