Crac Banca Popolare di Bari, arrestati gli ex vertici dell'istituto: ai domiciliari Marco e Gianluca Jacobini

Interdizione per l'ex amministratore delegato, Vincenzo De Bustis. Il provvedimento emesso nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Bari per far luce sul dissesto finanziario dell'istituto di credito, a dicembre commissariato da Bankitalia

Nella mattina odierna i Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa, su richiesta di questa Procura della Repubblica, dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari nei confronti dell’ex Presidente della Banca Popolare di Bari, Marco Jacobini, di suo figlio Gianluca, già Condirettore Generale, e di Elia Circelli, attuale responsabile della Funzione Bilancio e Amministrazione dello stesso istituto di credito. Nei confronti di Vincenzo De Bustis Figarola, già direttore generale della banca (dal 2011 al 2015 e dal dicembre 2018 fino al commissariamento) ed ex amministratore delegato è stata invece adottata la misura cautelare interdittiva del divieto temporaneo di esercitare la professione di dirigente di istituti bancari nonché degli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, per un periodo di 12 mesi.

L’ordinanza emessa dal gip giunge a conclusione della richiesta di adozione delle misure cautelari avanzata dalla Procura di Bari a luglio dello scorso anno, nell’ambito di una corposa indagine avviata per far luce sulle cause che hanno portato al dissesto finanziario della Banca Popolare di Bari, commissariata dalla Banca d’Italia il 13 dicembre 2019.

I nomi degli indagati | Il pm: "5 milioni spostati prima del commissariamento"

Le accuse

L'ex presidente Marco Jacobini e suo figlio Gianluca sono indagati per false comunicazioni sociali, falso in prospetto, ostacolo alla vigilanza, maltrattamenti ed estorsioni. Viene invece contestato il reato di false comunicazioni sociali al responsabile della funzione bilancio Circelli. L'ex ad De Bustis è indagato per false comunicazioni sociali, ostacolo alla vigilanza, maltrattamenti ed estorsioni.

Perquisizioni anche a Roma e Milano: nove indagati

Contestualmente all’esecuzione delle ordinanze cautelari, sono state eseguite su delega di questa Procura 17 perquisizioni presso le abitazioni e gli uffici ubicati in Bari, Roma, Milano e Bergamo, nella disponibilità dei quattro soggetti attinti dalla misura e di altri sei responsabili dell’Istituto di credito, di cui quattro indagati nell’ambito dello stesso procedimento, e presso la Direzione della Banca Popolare di Bari ove risultano alcune cassette di sicurezza nella disponibilità dell’ex Presidente Marco Jacobini. 

Le indagini: "Dati non veritieri per ingannare sulla situazione della banca"

Le complesse indagini condotte dai finanzieri Gruppo Tutela Mercato Capitali, eseguite anche con l’ausilio di consulenti tecnici nominati dalla Procura della Repubblica, hanno portato alla luce - sottolinea in una nota la Procura - "molteplici condotte illecite perpetrate mediante l’esposizione nei bilanci di esercizio di fatti non corrispondenti al vero, l’omissione di rilevanti informazioni nella redazione dei prospetti informativi diffusi in occasione della offerta pubblica di acquisto di nuove azioni, l’ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza svolte dalla Consob". In particolare, attraverso le indagini "sono state accertate e contestate molteplici gravi e continuate condotte fraudolente finalizzate alla esposizione nei bilanci di esercizio relativi alle annualità 2014, 2015, 2016, 2017 e nella semestrale 2018  di dati non veritieri al fine di occultare perdite di rilevante entità subite dall’Istituto bancario così da gonfiare artificiosamente il patrimonio della banca e trarre in inganno i soci ed il pubblico sulla reale situazione dell’Istituto di Credito".

L'ostacolo all'attività di vigilanza della Consob

Secondo la Procura di Bari, tali condotte sarebbero state reiterate "anche nei confronti della Consob alla quale, al fine di ostacolarne l’esercizio delle funzioni di vigilanza e controllo, sarebbero state fornite dichiarazioni non veritiere in ordine alla conformità dei prospetti contenenti, in realtà, dichiarazioni mendaci e rilevanti omissioni come rilevato dalla stessa Consob con proprio provvedimento sanzionatorio adottato nel mese di ottobre del 2018".

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