Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Alte concentrazioni di Pm10 e poche 'zone 30', ma tanti progetti: Legambiente racconta la mobilità sostenibile barese

L'associazione ambientalista ha presentato il report 'Clean Cities' l'1 e 2 aprile a Bari. I dati in pagella rilevano un’offerta esigua in termini di trasporto pubblico elettrico (TPL), con una percentuale di solo il 10%

Alte concentrazioni di PM10 e un auto ogni due abitanti, bassi incrementi di piste ciclabili nel 2020 e la quasi inesistenza delle 'zone 30', compensata dalle tante aree pedonali e ztl. È il quadro fornito da Legambiente relativamente al comune di Bari, presentati durante la tappa nel capoluogo dell'1 e 2 aprile per la campagna 'Clean Cities'. 

L'appuntamento, durante il quale sono state lanciate anche 6 proposte al Comune di Bari in tema ecosostenibilità urbana,  si è tenuto alla presenza di Ruggero Ronzulli, direttore di Legambiente Puglia, Giuseppe Galasso, assessore alle infrastrutture, Opere Pubbliche, Mobilità sostenibile del Comune di Bari, Vito Bruno, direttore di Arpa Puglia, Roberto Antonacci, presidente di Legambiente Eudaimonia Bari, e Andrea Poggio, responsabile Mobilità sostenibile di Legambiente.

I dati sul capoluogo

Criticità ma anche passi avanti nella pagella sulla mobilità sostenibile assegnata da Legambiente al Comune di Bari, presentata questa mattina in conferenza stampa online a conclusione della campagna Clean Cities: ripartiamo dalle città, che ha fatto tappa l’1 e il 2 aprile nel capoluogo pugliese. Gli indicatori sulla qualità dell’aria rilevano, ad esempio, alte concentrazioni di PM10, con una media annuale nel 2020 di 23 μg/mc (dati Arpa Puglia) e costi di inquinamento pari a 1.011 euro per abitante. Tra il 2019 e il 2020 si contano 12 morti per incidenti stradali e 2.464 feriti (dati ISTAT), mentre sono 57 le automobili ogni 100 abitanti. A questi indicatori si affiancano le misure adottate dal Comune per migliorare la mobilità urbana e renderla più sostenibile, con performance che registrano 37 km di piste ciclabili nel 2019, accostate a un basso incremento di 3,5 km nel 2020. I dati in pagella rilevano un’offerta esigua in termini di trasporto pubblico elettrico (TPL), con una percentuale di solo il 10% a fronte degli obiettivi al 2030 che puntano a raggiungere il 100%. Infine, spicca negativamente la quasi inesistenza di strade “30 all’ora” (dati dichiarati dal Comune di Bari), compensata però da numerose aree pedonali e ZTL.

I passi avanti fatti dall’Amministrazione di Bari comprendono, come ricordano da Legambiente, un’innovativa riorganizzazione della mobilità urbana in linea con i principi della Smart City, attraverso 8 linee di intervento costitutive del PUMS. A maggio 2020 il Comune ha fatto un ulteriore passo avanti presentando il Piano della mobilità sostenibile “Bari Open Space”, che promuove azioni pilota di salvaguardia della salute e rivitalizzazione economica, aumentando ad esempio la disponibilità di spazio pubblico, migliorando l’ecologia urbana e le dotazioni di prossimità nei quartieri cittadini. Il Piano prevede l’ampliamento delle zone a sosta regolamentata (ZSR) per limitare gli spostamenti con i mezzi individuali, l’attivazione dello sharing di micromobilità elettrica, la ridefinizione del piano delle zone 30, 20, 10 km/h per moderare il traffico e disincentivare l’utilizzo di mezzi privati, realizzando una rete di percorsi pedonali e ciclabili “tattici” attraverso la sola segnaletica orizzontale e verticale, per un totale di 57 km aggiuntivi, triplicando così la lunghezza dei percorsi ciclabili esistenti. Sul fronte della micromobilità, Bari ha adottato un cospicuo investimento con l’apertura di ben 1.500 mezzi elettrici di 4 diverse compagnie (Helbitz, Bit Mobility, Wind Mobility e Dadoda).

Il capoluogo pugliese si è distinto grazie al progetto “Muvt in bici”, programma sperimentale per il rimborso chilometrico che ha permesso, dall’avvio dell’iniziativa nel 2019, la vendita di oltre tremila biciclette rendendo accessibile, attraverso un’applicazione, l’accesso all’offerta della mobilità cittadina. Durante il periodo di sperimentazione è stato osservato come i meccanismi di incentivazione siano un volano per il cambiamento delle abitudini di mobilità dei cittadini.Risalta positivamente anche la proposta della nuova iniziativa “Bike To”, che verrà finanziata con risorse europee. L’obiettivo è incentivare la mobilità sostenibile attraverso un sistema di premi legati al raggiungimento di determinate soglie chilometriche. Il progetto coinvolgerà gli operatori economici del territorio con un’apposita convenzione e si avvarrà di una piattaforma informatica che verrà attivata dall’amministrazione comunale, prevedendo, inoltre, il coinvolgimento delle scuole.

Le proposte al Comune

Le proposte al Comune sono elencate nell’ultimo dossier 'Ecosistema Mobilità, per una città sostenibile e a passo d’uomo'. Contemplano l’estensione delle zone pedonali, con più piste ciclabili e più zone 10, 20 e 30 (misure in fase di adozione); l’adozione di un Piano per il verde centrato sul connubio tra zone pedonali e zone verdi cittadine; un’azione di depaving del suolo urbano per restituire spazi ai cittadini e alla natura e ridurre il rischio idraulico; la riduzione del rumore meccanico nella città riducendo il flusso automobilistico, potenziando le zone di scambio (Park & Ride) e diminuendo i parcheggi e gli spazi dedicati ai veicoli a motore; l’eliminazione della circolazione di BUS turistici o la loro concentrazione nell’area portuale; l’abolizione della circolazione dei motori a due tempi anche da parte delle municipalizzate, riconvertendo il parco automobilistico e ciclomotore dell’ente.

"L’Amministrazione comunale di Bari ha da tempo avviato una riorganizzazione strutturale della mobilità urbana – dichiara Ruggero Ronzulli, direttore di Legambiente Puglia - improntata sui principi della sostenibilità ambientale e aperta all’innovazione propria della Smart City, per questo può e deve giocare sfide importanti sul fronte dell’adattamento ai cambiamenti climatici, dell’accessibilità e dell’inclusione per realizzare un’alternativa solida automobile, abbattendo l’inquinamento e al tempo stesso attivando soluzioni concrete per contrastare il tasso di motorizzazione automobilistica. Bari, capitale di riferimento per il sud, deve avviare una urgente transizione verso nuovi modelli a zero emissioni, per ridisegnare l’impianto urbano e nuovi stili di vita sull'onda della sostenibilità".

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