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Fase 2, Decaro chiama i baresi alla responsabilità: "Il vaccino ora siamo noi"

Il primo cittadino ha pubblicato un lungo post sui social, ringraziando i tanti che stanno rispettando le regole e segnalando i commenti scorretti. "Ora la mascherina e il distanziamento devono diventare come la cintura di sicurezza"

"Le forze dell'ordine possono presidiare alcune zone più critiche per evitare assembramenti ma non è possibile controllare ogni cittadino. Non si può. Ci vorrebbe un agente per ciascuno di noi che in città siamo più di 320mila". Richiama ancora una volta alla responsabilità dei baresi, il sindaco di Bari, Antonio Decaro, in un post sui social in cui commenta l'avvio della fase 2 anche in città.

"Da ieri la città è cambiata - scrive - Tanta gente è uscita per tornare al lavoro, per una corsa, per una passeggiata o per andare a trovare un parente. Ci stiamo riprendendo, a piccoli passi, un po’ di libertà, riconquistando i nostri spazi. Chi con tanta paura, con un senso di colpa, chi con un po' di spavalderia pensando ieri di aver sfidato il maestrale più che il virus. Questa è la fase 2, ci hanno detto. Dobbiamo ripartire, e vogliamo farlo. Ma dobbiamo farlo con grande cautela e cura".

Dopo aver ricordato le regole imposte dal nuovo decreto, il primo cittadino ha spiegato che "la mascherina e il distanziamento devono diventare come la cintura di sicurezza. All'inizio si faceva un po’ fatica a mettersela. Adesso se la mettono il 99% delle persone che vanno in auto. Perché abbiamo capito". Ricorda però che bisogna continuare a stare attenti perché "se non rispettiamo queste piccole regole, il contagio riparte".

"Io non so se ci sarà una fase 3 poi una fase 4 o 5 - aggiunge - io so che dobbiamo inventarci una nuova vita per ora, so che in questo momento l'unico vaccino che conosciamo siamo noi. Con le nostre gambe, siamo noi che possiamo decidere dove portare il virus, come farlo muovere e quali luoghi contagiare, se non rispetteremo le regole".

"In questa fase ognuno di noi è assoluto protagonista, tutti siamo insieme virus e vaccino e siamo responsabili delle nostre vite e di quelle degli altri - conclude - Riprendiamoci questa libertà, seppur condizionata, ma un passo alla volta. Senza fretta. Perché la fretta non solo potrebbe essere cattiva consigliera, ma ci potrebbe costringere a richiudere tutto, e questo non lo vuole nessuno".

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