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Accuse per post sui migranti, Decaro passa al contrattacco: "È diffamazione. Vi querelo"

"Chissà quanti soldi ti farai" ha scritto un'utente sulla bacheca fb del primo cittadino in risposta alla richiesta di beni per i migranti sbarcati in mattinata

"Chissà quanti soldi ti farai". È un'accusa - non troppo velata - da parte di una donna sulla sua bacheca Facebook a far sbottare il sindaco Antonio Decaro. Senza pensarci due volte risponde dal suo profilo privato, minacciando querele per le frasi diffamatorie. Insulti razzisti e accuse di tutti i tipi si sono susseguite stamattina sugli spazi social del primo cittadino, innescate da un post a scopo benefico. "Ora abbiamo bisogno di tutti voi", esordiva nel messaggio, chiedendo ai cittadini di donare beni di prima necessità per gli oltre 600 migranti sbarcati da una nave inglese questa mattina al porto.

Tra le tante risposte solidali, sono però comparsi centinaia di post accusatori, tra cui quello dell'utente che ha rappresentato per Decaro la classica goccia che fa traboccare il vaso. "Adesso sono stanco - scrive -. Lei adesso si prende una querela". Dopo pochi minuti spiega alla donna il motivo del provvedimento: "Questa e' una diffamazione - prosegue -. Si vada a trovare un avvocato. Devolverò in beneficenza tutti i soldi che riusciro' a farle pagare. La pazienza ha un limite". Stando alle parole di Decaro non si tratta della prima accusa rivoltagli dalla donna. "Può dire bugie come ha fatto prima - aggiunge al precedente commento -, dicendo che prendo un doppio stipendio, puo alzare i toni, può usare anche parolacce nei miei confronti, sono abituato. Quello che ha scritto qui è diffamatorio e adesso dovrà pagare le conseguenze di quello che scrive".

Al momento sono oltre 522 i commenti in risposta al post. Oltre agli insulti, a cui il primo cittadino replica comunque a tono ("Moderi il suo linguaggio, imbecille", scrive ad un utente che l'aveva offeso pesantemente), la stragrande maggioranza dei commenti negativi si soffermano sullo stesso concetto, ovvero che il sindaco dovrebbe pensare prima a dare da mangiare ai baresi e poi ai migranti. Eppure le minacce di querele non sembrano essere riuscite a fermare la tempesta di insulti che sta investendo il post solidale di Decaro.

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