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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Decaro parte civile al processo sulle fornacelle: "Chiederemo lo stato di emergenza per la tendopoli"

Il primo cittadino si è costituito parte civile nell'udienza, che sarà rinviata. "Oggi mi incontrerò con i progettisti del futuro Polo della giustizia" ha ricordato

Continua l'emergenza della giustizia penale barese e, dopo l'assemblea di avvocati e magistrati, è il sindaco di Bari Antonio Decaro a fare il punto sui prossimi passi adottati per evitare che i processi si continuino a celebrare nella tendopoli installata in via Nazariantz. E lo fa proprio in seguito a un'udienza che lo vede parte civile insieme al Comune, ovvero quella sulle fornacelle.

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"Chiesto lo stato di emergenza"

Processo che come ricorda lo stesso Decaro è destinato al rinvio: "Oggi potevo non esserci - commenta il primo cittadino - ma sono voluto comunque venire a testimonianza del disagio che vivono i cittadini per la giustizia in una tendopoli". Il primo cittadino ha spiegato ai presenti di aver richiesto al Ministero della Giustizia e agli organi governativi lo stato di emergenza, vista l'inagibilità del - ormai ex - tribunale di via Nazariantz. "Non ci sono solo calamità naturali - spiega - ma anche di natura burocratica. Questo è un terremoto tecnico e amministrativo, che rischia di perdurare". Infatti, anche se il Ministero ha avviato una manifestazone d'interesse per designare un nuovo edificio destinato a ospitare i processi, la paura dell'amministrazione e del personale giudiziario è che non ci siano immobili adatti e che, terminata la manifestazione d'interesse, tutto torni come prima.

Domani l'incontro con la Protezione civile

Intanto domani è previsto in Prefettura l'incontro con i vertici della Protezione Civile per decidere come intervenire. Decaro in mattinata incontrerà anche i progettisti del futuro Polo della giustizia, che sarà realizzato nelle ex Casermette. "Poi i progettisti passeranno dal Ministero - commenta il sindaco - per poter ottenere le ultime autorizzazioni e consegnare lo studio di fattibilità". E conclude con un appello agli uffici della giustizia: "Consegnato lo studio di fattibilità, rispettassero il protocollo firmato a gennaio, che prevede il finanziamento della progettazione esecutiva e la realizzazione del primo lotto del Polo della giustizia. Così soddisferemo le esigenze del tribunale penale".

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