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Municipi, il decentramento che non c'è. M5S: "Contano troppo poco"

A oltre un anno dalla loro istituzione non è stato completato il trasferimento delle deleghe alle 5 entità territoriali nate in sostituzione delle 9 Circoscrizioni. Poteri limitati e decisioni ancora in mano al Comune. Mangano: "Il regolamento da approvare in Consiglio comunale giace ancora da mesi sulla scrivania del sindaco"

Municipi e vera autonomia: un binomio attuato solo in parte a più di un anno di distanza dall'entrata in vigore delle nuove 5 istituzioni che hanno accorpato e mandato in pensione le vecchie 9 Circoscrizioni. Avrebbero dovuto portare un risparmio dei costi e, soprattutto, una maggiore efficacia  e presenza sul territorio, recependo direttamente le istanze più locali per poi agire con rapidità. Fino ad ora si è visto, in parte, solamente il primo aspetto. Non è poco, ma non è neppure sufficiente, anzi. Spesso assistiamo a paradossi legati al decisionismo del Comune, come nel caso dello stop al traffico del Lungomare di Santo Spirito, avvenuta a sorpresa e senza preavviso, lo scorso weekend.

Oppure, al Redentore, per la chiusura della piazza antistante la scuola: "Qui - spiega il consigliere comunale del M5S, Marco Mangano - si è proceduto attraverso una segnalazione dei cittadini recepita durante una Giunta territoriale e poi approvata da Palazzo di Città. Il Municipio I ha contato poco o nulla nel processo decisionale". D'altra parte se mancano uffici, scarseggia il personale e le deleghe con i portafogli sono ancora in mano al Comune, ci si accorge come la macchina del decentramento sia praticamente ingolfata: "Circa tre quarti delle proposte dei Municipi non hanno alcun seguito - afferma Mangano - anche perché non ci sono spazi economici a disposizione. Operare sul verde, oppure approntare scelte strategiche, è impossibile. Da tempo chiediamo al sindaco di smuovere le acque: sono mesi che, sulla sua scrivasnia, giace la delibera sul decentramento approvata dalla Commissione consiliare" alla quale, nel frattempo, è stato nominato presidente il consigliere comunale Picaro (Fi).

L'atto dovrà poi passare al vaglio (scontato?) dell'assemblea cittadina: un passaggio atteso da troppo tempo: una specie di interruttore che potrebbe finalmente accendere la luce sui Municipi. Nel frattempo, si fa i conti con la mancanza di fondi e la carenza degli spazi, come nel Municipio II, dove, nel trasferimento della sede, da Poggiofranco a Mungivacca, si è 'persa per strada' l'anagrafe, finita negli uffici della scuola Del Prete, a Carrassi: "Siamo favorevoli - propone Mangano - a una riduzione dell'aula consiliare del Municipio II, per ottimizzare gli spazi e trasferire qui l'ufficio dislocato così lontano da questa sede". 

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