Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca Murat / Piazza Aldo Moro

Degrado in piazza Moro, allarme dei residenti: "E’ terra di nessuno"

Attorno alla stazione centrale diversi casi di scippi e microcriminalità. Accattonaggio a tutte le ore e bagni all'aria aperta. "Servono forze dell'ordine ed operatori sociali, il Comune faccia qualcosa"

Degrado diffuso. Se bastassero due parole a descrivere lo stato di piazza Aldo Moro di sicuro sarebbero queste. Il cuore pulsante della stazione centrale è quasi terra di nessuno. Il quadro che se ne ricava non è molto distante da quello che sarebbe possibile tratteggiare in altri capoluoghi regionali, ma a Bari la percezione generale è quella dell’insicurezza.

Nei pressi della stazione Nord Barese, a pochi passi dal gabbiotto dell’Amtab, l’accattonaggio è pratica diffusa e c’è chi denuncia scippi o borseggi ad ogni ora del giorno. “Guardi devo prender il bus per recarmi a lavoro e in questi ultimi mesi mi hanno scippato una borsa e un telefonino – racconta Giulia L, 50 anni -. Manca la vigilanza e non le nascondo che ho paura quando la mattina devo attendere che arrivi il mio bus”.

I giardini che circondano la fontana centrale sono in abbandono completo e, stando al racconto di passanti e residenti, spesso diventano centri di smistamento di sostanze stupefacenti. “Spesso ho visto tossici iniettarsi in vena la propria dose davanti a ragazzini usciti da scuola – spiega Rossella G., 35 anni - Non basta un’automobile delle forze dell’ordine, serve un controllo capillare insieme ad operatori sociali capaci d’intervenire sui più poveri”. Delinquenza e miseria si sovrappongo quindi, ma a creare sconquasso ci pensano anche comitive di ragazzi che tra via Sparano e piazza Moro si ritrovano per trascorrere le serate. “Spesso prendono in giro i clochard, questi reagiscono e finisce con la polizia che deve intervenire: uno spettacolo indecente”, racconta un commerciante della zona.

La presenza di senza fissa dimora alla stazione fa sì che durante le ore serali il luogo si trasformi in una tendopoli composta da cartoni, copertoni e bottiglia d’acqua. Il bagno? All’aria aperta. Le strutture di accoglienza ci sono, ma spesso non permettono di coprire l’intera domanda. Ad alcuni chiediamo se abbiano mai chiesto alloggio al dormitorio, ma non in pochi rispondono: “Meglio stare qui”. Storie di vite sfortunate si mescolano a episodi di microcriminalità. Una miscela esplosiva se trattata insieme e non con le dovute differenze.“La stazione è la vetrina di una città – afferma Luca. L, 55 anni, lavoratore pendolare –. Questa piazza è sempre uguale a se stessa , nessuna amministrazione se occupa in modo serio”.

Partire dalla riqualificazione dei giardini e dalla creazione di sportelli di accoglienza e sostegno sarebbe già una cosa. Per fortuna ci sono i volontari. La sera si palesano in silenzio. Chi con qualche bottiglia di latte, chi con una coperta. Gli anticorpi per una città migliore ci sono, basta non lasciarli soli.

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