Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca Parco Due giugno

Parco Due giugno, degrado e vandali in azione

Manomessa una recinzione su via Jacini. Nei laghetti anche animali morti. I residenti: "Il parco è abbandonato da anni, non crediamo più a nessuna promessa"

La recinzione manomessa in via Jacini

Scoppia la primavera e, come da abitudine, i baresi corrono verso i pochi punti verde della città. Tra questi lo storico Parco 2 giugno, da sempre meta privilegiata per famiglie e bambini. L’affluenza è quella delle grandi occasioni. Il prato è pressoché tutto occupato. I palloni corrono da una parte all’altra. C’è chi pattina, chi corre, che inizia a sperimentare la bicicletta. Ma le condizioni complessive del parco sono davvero al limite. L’erba del prato è in più punti danneggiata e i laghetti, dove tanto tempo fa regnavano le paperelle, sono oramai stagni putridi. Come sempre l’inciviltà si sovrappone alla scarsa manutenzione e il risultato altro non è che l’esplosione del degrado.

“Ma perché non lavano mai questi piccoli laghetti – chiede Mario Russi, 54 anni - . Prima si rimaneva sul pontile per ammirare i pesci e le IMG-20130415-WA0002-2-2oche, ma oggi è un acquitrino putrido”. In uno di questi regna desolata la carcassa di una tartaruga morta, con sfarfallio di insetti sovrastante. Il campo di basket è occupato da decine di bambini che si danno il turno. “Dovrebbero esserci più spazi  - racconta U.L, 45 anni i bambini si pestano i piedi: perché non attrezzano l’altra zona del parco, quella vicina al parcheggio del Park and Ride, con altri campi da gioco?”.

A tutto si aggiunge il problema della mancata sicurezza. Il parco di sera è chiuso. Ma non sono pochi i residenti che hanno notato strani movimenti anche durante le ore notturne. “Spesso vediamo alcuni ragazzini intenti a scavalcare i cancelli”, rivela Maria Lagala, residente in zona. “La sicurezza è inesistente e poi ci lamentiamo che le cose non funzionano”. Sul lato di via Jacini, ad esempio, una recinzione è stata manomessa tanto da realizzare un cunicolo d’accesso. “Vivo da 20 anni in questa zona –  racconta un anziano signore -. Questo parco è sempre uguale a se stesso, il Comune dovrebbe investire più soldi, ma oramai non credo più a nessuna promessa”.

L’isola felice del parco è rappresentata dalla biblioteca per i ragazzi. Un luogo dove i più piccoli si confrontano con l’esercizio della lettura e del gioco insieme ad altri bambini. Una casa dove è possibile reperire libri, donarli e scambiarli. Una vera boccata d'ossigeno per immaginare un altro parco. Chissà quando.

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