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Siccità, allarme di Coldiretti: "Danni per 143 milioni di euro in Puglia"

L'associazione vorrebbe far richiedere lo stato di emergenza per il territorio

La siccità continua a mettere in ginocchio la Puglia. A certificarlo è Coldiretti Puglia, che ha portato a 143 milioni di euro la stima dei danni dovuta alla mancanza di pioggia sul territorio. Le precipitazione quest'anno sono diminuite del 70 percento rispetto allo stesso dello scorso anno, certifica l'associazione, creando problematiche non solo al comparto agricolo (vanificati gli investimenti su frutta e verdura e lavoro in calo), ma ha anche favorito la nascita di incendi, in una Puglia dove oltre 2mila ettari di boschi e pinete sono già andati in fumo.
 
“Sono disastrosi gli effetti della mancanza di acqua, associata a colpi di calore, su tutte le produzioni – denuncia il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – a partire dal grano, con la produzione crollata del 50 percento, ortaggi in pieno caldo resi invendibili dalle scottature, costi esponenzialmente lievitati per irrigare l’uva da tavola e da vino per non rischiare di perdere il prodotto, fino all’olivicoltura, dove gli alberi sono in evidente sofferenza con la cascula delle olive e la parte vegetativa asfittica. Chiediamo all’Assessore regionale all’Agricoltura di attivare immediatamente le procedure per la declaratoria dello stato di calamità naturale, percorso già intrapreso da altre Regioni italiane che stanno vivendo la stessa condizione”.
  

La volontà dell'associazione è quella di accompagnare i funzionari della Regione Puglia per le verifiche utili alla richiesta di stato di calamità, visto il danno grave danno alle coltivazioni. "In particolare sono gli olivi a risultare in ‘coma vegetativo’ - prosegue Cantele -, perché la prolungata siccità si è associata alle nevicate e gelate del gennaio scorso che hanno evidentemente compromesso lo sviluppo vegetativo. Gli agricoltori stanno investendo migliaia di euro in irrigazione aggiuntiva, senza ottenere alcun risultato. Ipotizziamo che la prudenziale stima del danno del 30% sulla produzione olivicola lieviterà esponenzialmente”.
 

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