Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Prevenzione in gravidanza e diagnosi prenatale, "Test gratuiti per la preeclampsia nei sei principali ospedali pugliesi"

Presentata la delibera regionale, che prevede entro l'estate l'estensione gratuita del test per individuare la patologia. L'unità operativa di Medicina fetale della Asl Bari centro di riferimento regionale

Assicurare alla donna in gravidanza e al nascituro un adeguato percorso di assistenza, di prevenzione e di cura delle eventuali patologie che possono insorgere nel corso dei nove mesi di gestazione. Questo l'obiettivo della nuova delibera approvata dalla Regione Puglia in materia di medicina fetale.

Il provvedimento è stato presentato questa mattina in conferenza stampa. Il primo punto riguarda il riconoscimento della Unità operativa di Medicina fetale e diagnosi prenatale della Asl di Bari quale centro di riferimento regionale. Recentemente istituita, ha sede presso l’ospedale Di Venere e "ha come scopo principale, nell’ambito della tutela della salute materno-infantile, la diagnosi, gestione e terapia della patologia materno-fetale"  Si tratta dell'unica Unità operativa - sottolinea la Regione - che svolge questa attività in tutto il Sud. Ma la delibera prevede anche l'estensione a tutto il territorio regionale del test sulla preeclampsia (entro l’estate 2017 sarà possibile effettuare il test anche presso i principali sei ospedali regionali, uno per provincia), patologia che, se non individuata in tempo, può comportare conseguenze molto gravi, sia per la madre che per il bambino. Infine, le prestazioni sanitarie per le gestanti sono state raggruppate in cinque pacchetti da implementare: lo screening del primo trimestre per le malattie cromosomiche (S. di Down) e la preeclampsia; le gravidanze ad alto rischio per aneuploide; le gravidanze ad alto rischio di patologia congenita fetale; le gravidanze gemellari monocoriali; le gravidanze ad alto rischio di preeclampsia e restrizione della crescita fetale.

La Puglia - ha affermato Emiliano -  si è dotata di un sistema di medicina fetale che è uno dei pochissimi in Italia ad un livello di straordinaria eccellenza che consente le diagnosi prenatali e delle malattie fetali in modo da dare massima sicurezza a tutti i nascituri e alle loro mamme". "Ovviamente  - ha concluso - un simile schema significa anche che è evidente che il numero dei punti nascita in Puglia è stato diminuito nel piano di riordino per una semplicissima ragione. Non è possibile più rischiare la vita delle puerpere sempre più avanti negli anni, in reparti che non siano attrezzati, con una casistica sicura, all’altezza delle emergenze, con una rianimazione e terapia intensiva. Non ha senso avere reparti di pediatra dove non ci sono punti nascita. Quindi anche i reparti di pediatria verranno diminuiti di numero e concentrati nei punti di eccellenza per una maggiore tutela".

Alla conferenza stampa sono intervenuti anche il direttore del Dipartimento Politiche della salute della Regione Puglia Giancarlo Ruscitti, il direttore della Asl di Bari Vito Montanaro e il direttore del Centro di riferimento regionale per la "Diagnosi e gestione della patologia materno-fetale", Paolo Volpe. "Abbiamo costruito, come Unità Operativa di Medicina Fetale della ASL di Bari – ha detto Paolo Volpe - un percorso  per la gestione delle malformazioni del feto che va dalla diagnosi della patologia alla presa in carico. Un percorso che porta fino alla nascita e poi alla gestione post natale di questi casi drammatici. Lo abbiamo costruito grazie alla multidisciplinarietà. Tutto ciò che prima faceva paura, ora ha un nome e un percorso ben definito che la donna affronta, seppure con dolore, in maniera diversa. Questo ha portato anche ad una diminuzione della migrazione passiva di questi casi drammatici verso altre regioni. Quello che invece stiamo per iniziare è qualcosa ancora di più rivoluzionario. Stiamo lavorando su una patologia che si chiama Preeclampsia, una delle prime cause di morte fetali e materne. C’è una tecnica che già nel primo trimestre di gravidanza ci permette di stimare quali sono le gestanti a rischio. Questo si fa in Italia solo in alcuni ospedali. Il progetto ambizioso di questa regione è formare e accreditare gli operatori ed estendere a tutta la Puglia gratuitamente la possibilità di effettuare questo esame. Questo porterà ad una riduzione della patologia e ad una centralità di questi casi. Questo è un privilegio per le gestanti pugliesi. In un clima di denatalità, noi riusciamo a dare un apporto ulteriore gratuito per quello che riguarda la gestione di alcune patologie".

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