Cronaca

"Noi insegnanti e l'impegno per la Ddi: diversa, ma può funzionare. L'entusiasmo dei ragazzi? Si vede anche attraverso un pc"

A Baritoday la lettera di una docente di scuola media del Barese: "Con i miei ragazzi proviamo a portare avanti tutti i progetti. Le nostre lezioni dibattiti accesi e letture appassionate, siamo tutti più consapevoli di questo modo di fare didattica"

Studente a casa segue le lezioni di scuola con la DAD (didattica a distanza) usando il computer, Milano, 20 ottobre 2020. ANSA/MATTEO CORNER

"La didattica a distanza non è didattica, sento dire! Io dico che è semplicemente una didattica differente che può funzionare se noi ci crediamo davvero". Rossella Vastano è docente di lettere in una scuola secondaria di primo grado del Barese. In un momento in cui divampa il dibattito sull'aperture delle scuole e sulla validità della didattica a distanza, in una lettera inviata a Baritoday, ha scelto di condividere la sua esperienza e le sue riflessioni da insegnante.

"Siamo riusciti a fare un mese circa di scuola e poi i contagi sono saliti di nuovo! Dall’oggi al domani siamo tornati a casa! Da insegnante ho pensato che si sarebbero dovuti fare investimenti diversi per ripartire in sicurezza. Era da mettere in conto un ritorno alla Ddi in caso di aumenti dei contagi". Ma il ritorno dietro uno schermo, racconta, non ha fermato i tanti progetti avviati in classe: "Ho lasciato i miei alunni di terza media con tanta voglia di fare e dal pc ci stiamo provando a portare avanti tutti progetti che avevamo ipotizzato! Amiamo leggere insieme e nell’ultimo giorno in presenza hanno voluto scattare una foto sciocca con il libro che abbiamo scelto di leggere insieme! Bramano l’ora di approfondimento settimanale che per loro è intoccabile e ascoltano in silenzio estatici. Poi le domande si affollano, la voglia di sapere esplode e i loro visi si illuminano, sì anche attraverso un pc". "Le nostre lezioni sono dibattiti accesi, letture motivanti e appassionate, risate e approfondimenti! Ci scambiamo opinioni su come migliorare la lezione e cosa vorrebbero fare".

Ad aiutare, forse, è anche l'esperienza già fatta con la Dad lo scorso anno, con gli studenti più preparati ad affrontare la nuova organizzazione della didattica, anche se alcune difficoltà possono essere inevitabili. "Rispetto allo scorso anno - racconta l'insegnante - i ragazzi sono molto più presenti e partecipi. Hanno cominciato a seguire da subito e laddove ci sono state difficoltà la mia scuola è intervenuta fornendo il materiale necessario. C’è maggiore consapevolezza e fiducia da parte di tutti noi in questo modo di fare didattica. Abbiamo lavorato alacremente per crescere e offrire ai ragazzi la migliore didattica possibile. La rete scolastica non ci supporta tutti, ma la dirigente e lo staff stanno provvedendo a migliorare la situazione. Il problema è un po’ la didattica mista che è decisamente più faticosa, laddove è stato possibile uniformare le scelte nei gruppi classe, si sta lavorando con maggiore serenità".

"La cosa che deve essere chiara è che il dispendio di energia e di lavoro, per noi docenti, con la didattica a distanza aumenta molto. La Ddi è una didattica diversa, ma funziona come quella in presenza: se metti distacco il messaggio non passa, se non ascolti non procedi! Possiamo continuare a lamentarci o possiamo impegnarci a far funzionare questa nuova didattica finché servirà! Io credo - conclude l'insegnante - che ognuno di noi stia aumentando il proprio bagaglio di competenze informatiche e didattiche, alunni inclusi! E i ragazzi hanno solo bisogno che il loro entusiasmo venga ascoltato e condiviso!". 

(foto Ansa)
 

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