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Lezioni differenti tra dad e didattica in presenza alla 'Re David'. Insorgono i genitori, la preside: "E' necessario"

Polemiche da parte delle famiglie degli alunni che frequentano i plessi di scuola elementare Ghandi e Iqbal, che chiedono una didattica 'sincrona' per non discriminare un gruppo classe. La dirigente: "Impossibile mantenere l'attenzione di tutti gli studenti in contemporanea"

Il 14° Circolo didattico Re David (Fonte Google Maps)

Classi separate di didattica a distanza e in presenza nei plessi 'Ghandi' e 'Iqbal' di scuola elementare a Bari; una scelta che ha fatto insorgere diversi gruppi di genitori, contestando una disposizione non in linea con il quadro nazionale della dad. A creare un polverone è stato il provvedimento pubblicato dalla preside, Sabatina Aresta, il 10 novembre scorso, nel quale si confermava l'avvio di cinque classi virtuali (una per ogni classe di scuola primaria) per gli alunni o le famiglie che ne avessero fatto richiesta entro il giorno successivo. "Le classi virtuali così costituite - si legge - saranno affidate ad insegnanti di organico aggiuntivo e secondo modalità operative già stabilite nel regolamento per l'attuazione della didattica del nostro istituto".

La protesta dei genitori

Una scelta che però non è andata giù ai genitori, che hanno inviato una mail alla preside chiedendo "che venga attivata la Didattica digitale integrata sincrona in modalità mista (presenza e distanza), al fine di consentire a tutti gli alunni delle classi di fruire degli stessi contenuti didattici contemporaneamente e per mezzo dei medesimi docenti" spiegano a BariToday, rilanciando l'appello. 

Richiesta definita legittima, in base a quanto indicato dal decreto ministeriale 39 del 26 giugno scorso, che disciplinando le modalità della dad, obbligava ad "assicurare almeno 15 ore settimanali di didattica in modalità sincrona con l'intero gruppo classe". Scansione oraria non al momento rispettata, visto che la maggioranza del gruppo classe seguirà le lezioni a distanza e una parte in presenza, ma non contemporaneamente. La domanda che viene posta dai genitori è: "Perché creare una divisione dei programmi? Le scelte operate dal Circolo didattico Re David (di cui fanno parte i due plessi di primaria e uno di materna, ndr) danno l'apparenza che il Collegio dei docenti abbia preso queste improbe decisioni solo al fine di punire gli alunni in Didattica a distanza integrata, i cui genitori hanno dimostrato grandissimo senso civico per il bene dell'intera comunità".

La replica della preside: "Necessario per esigenze sanitarie e didattiche"

A spiegare i motivi è stata la stessa preside Aresta, anticipando a BariToday quello che verrà spiegato in un'assemblea d'istituto in programma la prossima settimana. "Non si tratta di un atteggiamento discriminatorio - assicura - come alcuni potrebbero pensare, ma si lega a due specifiche esigenze: una di carattere didattico e l'altra di carattere sanitario". Per la prima è legato alla necessità di assicurare un corretto insegnamento: "Se ponessimo una maestra con un gruppo classe in presenza e contemporaneamente un gruppo collegato via internet - ricorda la dirigente - allora sarebbe impossibile mantenere l'intera classe concentrata sulla lezione, avendo due mezzi differenti da tenere sotto controllo". A questo si aggiunge poi l'esigenza prevista dal Pei (Piano educativo integrato) per gli alunni con bisogni speciali, che necessitano di una costante presenza dell'insegnante allo scopo di mantenere alta l'attenzione. "Per loro abbiamo garantito le lezioni in presenza, visti i bisogni specifici di questa tipologia di alunni". E assicura che i programmi svolti tra dad e didattica in presenza, per quanto non identici, sono comunque 'omogenei' e quindi non costituiscono una differenziazione tra le due tipologie di insegnamento.

"Ho ricevuto diverse segnalazioni da parte dei genitori riguardo questo provvedimento - spiega la preside - e chiaramente ne terremo conto anche in futuro, ma purtroppo anche per garantire la sicurezza degli alunni in presenza, non possiamo fare macrogruppi nelle classi, dovendo mantenere anche il distanziamento". Da qui la scelta di costituire i gruppi interclasse più grandi per la dad, che permette - seppure con la presenza di un altro insegnante rispetto a quello in classe - di erogare le lezioni via internet a un numero maggiore di alunni ("ma anche in questo caso manteniamo sempre dei numeri che garantiscano l'attenzione costante e il controllo da parte del docente" conclude la preside).

Questa la situazione nel plesso Ghandi, mentre ci vorrà ancora un po' per l'attivazione della dad al plesso Iqbal, dove il cablaggio della rete internet è presente, "ma stiamo riscontrando problemi - ricorda la dirigente - per far raggiungere la connessione all'interno delle aule. Su questo abbiamo però già avviato un dialogo con il provider della rete e contiamo di risolvere tutto nel breve termine".

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