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Le scuole superiori 'riabbracciano' la didattica in presenza: Bari si divide tra classi piene al 100% e semivuote

Il curioso caso della Marconi-Hack, a Bari, dove su 1.550 studenti ne torneranno circa 400 e, vista la grandezza delle aule, si potrà mantenere il distanziamento e superare il limite del 50% imposto dall'ordinanza regionale

Dopo mesi di didattica a distanza, tornano in aula gli studenti delle scuole superiori pugliesi: la nuova ordinanza regionale attiva da lunedì primo febbraio prevede un limite massimo del 50 per cento degli studenti in aula, ma i genitori possono comunque decidere di proseguire con la dad se lo ritengono opportuno. E su questo tema la platea dei pugliesi si divide, tra chi rimpiange la didattica a distanza e chi, come la danese Arina che comincia oggi in presenza il suo progetto di inter-cultura, è felice di poter conoscere i suoi compagni di classe.

Le misure di sicurezza messe in campo 

In base ai dati raccolti stamattina dalle scuole, e secondo quanto comunicato nei giorni scorsi anche dai sindacati, la presenza oscilla tra il 20 e il 25%. Ci sono però classi piene al 100 per cento e non per un'iniziativa di protesta: alla scuola Marconi-Hack di Bari, infatti, "su 1.550 studenti ne torneranno circa 400 - spiega la preside Anna Grazia De Marzo - e avendo alcune aule molto grandi possiamo rispettare le distanza di sicurezza". All'Istituto tecnico Pitagora, nel capoluogo pugliese, ci sono casi in cui in aula ci sono 4 studenti su 25, oppure 5 su 22. "Siamo un po' spiazzati - racconta Lorenzo che frequenta il secondo anno -, ma siamo felici di tornare anche se siamo pochi: dopo un quadrimestre in Dad è bello ritrovare professori e compagni; sinceramente non so perché molti hanno scelto di restare a casa, forse per paura del virus o per comodità".

 A fare 'paura' sono soprattutto i trasporti, spiega il vicepreside del plesso Pitagora, Michele Fioriello, "le famiglie temono che i figli possano contagiarsi prendendo i mezzi pubblici affollati". Anche se la studentessa Palma, che frequenta il liceo Scacchi a Bari, spiega di essere arrivata da Grumo con un treno "che non era molto affollato: quando siamo scesi - sottolinea - le persone rispettavano autonomamente la distanza di un metro".

Immagine di repertorio

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