Dipendente Policlinico timbrava il badge e si allontanava dal posto di lavoro: denunciato assieme a 3 colleghi

La scoperta della Guardia di Finanza è avvenuta nel corso delle indagini riguardanti un blitz antidroga 'Lupin' avvenuto agli inizi di novembre

Da una costola dell'inchiesta su un traffico di stupefacenti dal Marocco all'Italia, la Guardia di Finanza ha scoperto un dipendente del Policlinico che avrebbe fatto 'marcare' gli ingressi allontanandosi poi dal proprio posto di lavoro. E' quanto è emerso dalle indagini della GdF: quattro lavoratori del nosocomio barese sono indagati per truffa aggravata ai danni dell’Azienda Ospedaliera e false attestazioni mediante l’illecito utilizzo del badge magnetico per l’accesso alla struttura sanitaria. Nel corso degli accertamenti riguardanti l'organizzazione criminale individuata nel blitz 'Lupin', i finanzieri avrebbero scoperto che un lavoratore del Policlinico, avvalendosi della complicità di altri tre colleghi a cui avrebbe dato l'incarico di 'strisciare' il proprio cartellino nel dispositivo marcatempo collocato all’ingresso della struttura ospedaliera, "sistematicamente e senza alcuna giustificazione" si sarebbe allontanato dal proprio posto d'impiego per sbrigare faccende personali.

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Inchiesta 'Lupin': sequestrati beni per 2 milioni di euro

Tornando all'indagine principale, riguardante il traffico di droga, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria hanno eseguito un sequestro emesso dal gip del Tribunale di Bari, su richiesta della Dda. Requisiti beni mobili e immobili, complessi aziendali, quote societarie ed un’imbarcazione, per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro. Nel corso dell'operazione 'Lupin', vennero eseguite misure cautelari nei confronti di 21 indagati, "organicamente inseriti in un sodalizio criminale" attivo in Spagna e in Italia, responsabile di un traffico internazionale di stupefacenti: in precedenza erano stati sequestrati beni per 5 milioni di euro.
 

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