Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Dipendenti Asl "fannulloni", l'Usppi presenta una denuncia

Il sindacato presenta una denuncia alla Procura della Repubblica in merito alla vicenda dei dipendenti "imboscati" nelle Asl baresi, appellandosi ad una legge regionale del 2007 che vieta ai dirigenti delle Asl di utilizzare i dipendenti per mansioni diverse da quelle per cui sono stati assunti

L'ospedale "Di Venere" di Carbonara

Continua la polemica intorno alla vicenda dei dipendenti "fannulloni" presenti nelle Asl baresi. Una questione che qualche giorno fa aveva trovato spazio sulle pagine di un quotidiano locale, con particolare riferimento all'ospedale "Di Venere" di Carbonara, dove secondo le testimonianze di chi opera nell'ambiente (affidate anche ad una pagina Facebook creata ad hoc), sarebbe particolarmente alto il numero di infermieri e tecnici "imboscati" negli uffici amministrativi anziché essere impigati nelle corsie degli ospedali.

A poche ore dalla denuncia del consigliere regionale Pdl Massimo Cassano, che in mattinata aveva chiesto un intervento urgente dell'assessore alla Sanità Fiore per porre fine ad una situazione giudicata ormai drammatica, arriva la denuncia dell'Usppi (Unione sindacati professionisti pubblico-privato impiego).

Il sindacato ha annunciato di aver presentato una denuncia alla Procura della Repubblica in merito alla vicenda, chiedendo che venga rispettata la legge regionale n.27, comma 3 del 31 dicembre 2007, che vieta espicitamente ai direttori generali delle Asl "di continuare ad usare i 'propri dipendenti per mansioni differenti per le quali sono stati assunti. Significa per esempio - spiega l'Usppi - che gli infermieri o ausiliari da anni imboscati negli uffici amministrativi dovranno ritornare in corsia. La norma è del 31 dicembre 2007. Ma il terremoto sembra essere appena cominciato".

"Lo spirito della norma - spiega il segretario nazionale dell'Usppi Sanità Nicola Brescia - era da una parte quello di recuperare il maggior numero di infermieri o ausiliari possibili, vista la cronica carenza. Dall'altro però era sicuramente quello di mettere fine al cattivo andazzo che troppo spesso si verifica: da anni c'é gente negli uffici che non sa cosa fare perché ha altre professionalità".

"La norma è del 2007 e dopo oltre 44 mesi - secondo l'Usppi - non ha ancora dato gli effetti sperati. Nelle Asl di Bari, come era prevedibile, i dipendenti stanno facendo resistenza. Per questo il neo direttore generale della Asl/Bari Domenico Colasanto ha mandato una circolare a tutti i direttori dei presidi ospedalieri per chiedere quanti sono i dipendenti che svolgono mansioni differenti rispetto a quelle per le quali sono stati assunti". L'Usppi conclude chiedendo l'intervento dell'assessore regionale alle Politiche della salute, Tommaso Fiore.


 

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